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Agricoltura biodinamica: Cantina Orsogna regina dell'export (+20%)

Nonostante la pandemia la cantina sociale orsognese ha aumentato le vendite

Cresce l'export legato all'agricoltura biodinamica italiana che nel 2020, esibisce dati di vendita migliori rispetto a tutto il resto del comparto agricolo.

In questo senso, assume valore paradigmatico la storia di realtà biodinamiche che in ogni parte d'Italia hanno deciso di puntare esclusivamente all'export.

Tra queste c'è la Cantina sociale di Orsogna, la realtà del Chietino che raccoglie centinaia di produttori ed esporta vino biodinamico che è riuscita ad aumentare le vendite del 20% nonostante un anno critico per la vendita del vino, a causa della chiusura dei ristoranti.

"Nel corso dell'anno passato la crescita del mercato estero per i prodotti biodinamici italiani è stata del 14% e di quello interno del 9% -spiega Carlo Triarico, presidente dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica-. Tali dati documentano il cambiamento dei consumi alimentari a seguito della pandemia e sono un esempio utile per adottare una strategia di sviluppo dell'agricoltura del Paese verso produzioni di pregio e mercati più remunerativi". Nel 2020 l'agricoltura biodinamica italiana ha rafforzato la sua penetrazione nelle piazze estere più remunerative. La quasi totalità della produzione, il 95%, ha raggiunto infatti mercati di pregio come Germania e Centro Europa, paesi Scandinavi, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone. "L'export risulta un fattore trainante per il settore biodinamico, in particolare se il suo tasso di crescita viene paragonato a quello del comparto primario: le esportazioni agroalimentari sono aumentate dell'1,7% nei primi undici mesi del 2020 (-9,9% il dato nazionale), mentre quelle del biologico dell'8%, in tutto l'anno. L'esperienza delle aziende che sposano il metodo biodinamico, 4.500 secondo i dati Mipaaf più recenti, può raccontare qualcosa al sistema-paese in agricoltura e in particolare alle sue 80mila aziende bio".

A partire dalla remuneratività: secondo l'ultima indagine sulla Biodinamica pubblicata sul Bioreport 2018 il fatturato medio per ettaro di un'azienda certificata biodinamica risulta essere di 13.309 euro, di gran lunga superiore sia alla produzione lorda vendibile di un'azienda biologica (2.441 euro), sia a quello di un'azienda convenzionale (3.207 euro). Un dato di cui tenere conto, visto che l'Italia si è confermata anche nel 2020 primo paese in Europa per valore aggiunto in agricoltura, pari a 31,3 miliardi di euro.

"Puntare alle produzioni di pregio che interessano i mercati più ricchi può essere determinante per il Paese, che è già il maggior esportatore al mondo di prodotti biologici, dopo gli Stati Uniti", osserva Triarico. "Per questo il trend biodinamico meriterebbe di essere esplorato per facilitare i processi di miglioramento continuo delle performance economiche dell'agricoltura italiana, coerentemente con la vocazione di alta qualità del comparto agricolo nazionale e con la sfida del Green Deal Ue. Gli standard biodinamici aderiscono per natura alle indicazioni della strategia Farm to Fork, individuate dalla Commissione, una sfida non semplice per le imprese agricole di tutta l'Unione. In questo senso, l'Italia può sfruttare una posizione di vantaggio alla partenza, grazie al carattere di qualità della sua agricoltura e dalla leadership in bioagricoltura", conclude.

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