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Villa Pini, Di Primio: "Devo tutelare la mia città e garantire il lavoro"

Il sindaco nel consiglio comunale di oggi ha ribadito il suo impegno per salvare i 987 posti di lavoro. Domani il Consiglio di Stato si pronuncerà sull'accreditamento della struttura per le prestazioni sanitarie

Il sindaco, Umberto Di Primio, è intervenuto stamani nel consiglio comunale nella discussione dell’ordine del giorno su “Azioni a tutela dei lavoratori di Villa Pini e delle prestazioni sanitarie nel territorio” assicurando: “Devo tutelare la mia città e garantire per essa, nei limiti del mio incarico, delle risposte”.

Il sindaco ha ricordato il suo impegno dal momento del suo insediamento per salvare i posti di lavoro dei dipendenti della clinica. “Appena fui eletto sindaco, il 3 aprile 2010 – ricorda Di Primio – trovai sulla mia scrivania l’ordinanza di chiusura di Villa Pini che volutamente rifiutai di firmare. Da quel momento ho deciso di impegnarmi affinché si prospettasse una soluzione a questa vicenda”.

“Più che mai oggi – continua - ritengo che quanto di negativo e illecito ci sia stato nel rapporto fra politica e sanità in questa Regione deve essere argomento da trattarsi nelle sedi giudiziarie. Cosa diversa, invece, è la garanzia che dobbiamo offrire alle famiglie e a chi presta servizi sanitari all’interno di queste strutture”.

Qualche giorno fa la Asl ha ottenuto una risposta positiva sui requisiti imposti dalle legge 32 del 2007, fondamentale per ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria necessaria per l’accreditamento dalla Regione. E domani, dopo la sentenza del Tar dell’Aquila contraria all’accreditamento, si pronuncerà il consiglio di Stato. 

Qualora dovesse confermare la sentenza del Tar “la Regione, supportata dalla giusta pressione dei sindaci e dei presidenti di Provincia – spiega Di Primio - sarà chiamata ad intervenire con un atto che possa consentire il riaccreditamento di Villa Pini e quindi la conservazione dei posti di lavoro, il non deprezzamento dell’Azienda in vista dell’asta, nonché le prestazioni sanitarie. I lavoratori – conclude - non possono essere penalizzati per una norma istituita per difendere i loro diritti".

E in difesa dei 978 dipendenti di Villa Pini e San Stefar si schiera anche la giunta comunale di Ripa Teatina che in una delibera denuncia “il paradosso della sentenza del Tar che ritiene gli interessi economici di alcuni imprenditori più meritevoli di difesa di quanto non lo siano il diritto al lavoro e alla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Una scelta motivata dalla solidarietà chiesta alle istituzioni dai lavoratori e dal fatto che, spiega il sindaco Mauro Petrucci, “alcuni padiglioni sono ubicati proprio sul territorio del mio Comune e tra i lavoratori ci sono cittadini di Ripa Teatina”. 

“In una situazione come questa - conclude Petrucci - non ci si può permettere il lusso di perdere ulteriori posti di lavoro e un'eccellenza dell'assistenza sanitaria abruzzese come Villa Pini e SanStefAR, che oggi erogano più di 4 mila ricoveri ospedalieri, 15 mila prestazioni ambulatoriali e 250 mila trattamenti riabilitativi domiciliari e ambulatoriali”.

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