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viale Benedetto Croce

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Gli ultras si difendono: “Ma quale rapina, solo sfottò calcistico”

Così davanti al gip i tre giovani della tifoseria neroverde finiti ai domiciliari per aver sfilato la tuta a un giocatore del Pescara calcio a 5 lo scorso 30 ottobre

“Nessuna rapina, si è trattato di un gesto goliardico poiché non c’è stata violenza e la maglia indossata dal giovane calciatore del Pescara calcio a 5 under 21, in sostanza, è stata consegnata da quest’ultimo”. Si difendono così i tre ultrà neroverdi che venerdì scorso sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di rapina aggravata e violazione del Daspo.

M.A., 24 anni, D.M., 36 e G.C., 23, tutti appartenenti alla tifoseria ultras del Chieti calcio erano stati precedentemente denunciati per aver spintonato e costretto a togliere la maglia con i simboli del Pescara calcio a un calciatore 19enne che stava prelevando nei pressi del bancomat della Carichieti, in viale Benedetto Croce. Ieri i tre indagati, difesi dagli avvocati Gianluca Polleggioni, Mauro Faiulli e Daniele Fabriani, hanno rilasciato dichiarazioni spontanee davanti al gip del Tribunale di Chieti Luca De Ninis per l’interrogatorio di garanzia.

Secondo le difese, se l’intenzione fosse stata quella di commettere una rapina i tre avrebbero potuto impossessarsi del denaro che il calciatore aveva appena prelevato dal bancomat. Ora si attende la decisione del giudice

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