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La testa del corteo

La testa del corteo

Corso Marrucino, mille studenti in corteo contro la scuola del governo Renzi

Gli allievi di Vico, Galiani-De Sterlich, Pomilio e Luigi di Savoia dicono no ai finanziamenti privati all'istruzione pubblica. "Il corteo è apartitico", ribadiscono, nonostante il supporto tecnico di Blocco studentesco

Sono partiti in mille, questa mattina (mercoledì 10 dicembre), per manifestare nelle strade del centro storico contro il governo Renzi e contro “una scuola che ci vuole mettere da parte”. Un corteo di studenti che ha sfilato dalla villa comunale a piazza Valignani, per poi tornare indietro fino a piazza Vico per un sit in pacifico.

Protagonisti gli studenti dell’istituto tecnico Galiani-De Sterlich, del liceo classico Vico, dell’industriale Luigi di Savoia e del  professionale Pomilio, insieme ad un solo studente del liceo scientifico Masci, il rappresentante Rocco Di Rito. “A scuola – spiega lui – abbiamo discusso molto se aderire o meno alla protesta. Ma gli altri tre rappresentanti e gli studenti temevano che il corteo fosse strumentalizzato”. Perché, “solo per un aiuto pratico, visto che abbiamo organizzato la manifestazione in meno di una settimana”, precisano i rappresentanti degli istituti superiori di Chieti che hanno organizzato la protesta, hanno chiesto aiuto al gruppo cittadino di Blocco studentesco, associazione nata come organo studentesco di Casapound, che ha fornito supporto tecnico, lo striscione “Assalta il futuro” e le bandiere tricolore da sventolare. "Ma è un corteo apartitico", ribadiscono gli studenti, che incitati dal megafono gridano “Né rossi, né neri, ma liberi pensieri”, e inveiscono contro il premier Matteo Renzi. “Io sono qui a titolo personale – prosegue Di Rito – a protestare nonostante il freddo per il nostro futuro.

Fra cori più o meno coloriti e fumogeni rigorosamente rossi, verdi e bianchi, i ragazzi gridano “vergogna” all’indirizzo dei tanti compagni di scuola rimasti in classe o a casa. “Cosa faranno una volta usciti da scuola se non hanno il coraggio di manifestare per i loro diritti?”, chiede alla folla il rappresentante del Galiani-De Sterlich, Claudio Capo. “La protesta – spiega – oltre che per i problemi delle singole scuole teatine, è contro un progetto che ci vuole distruggere, perché un popolo che non si accultura è più facile da governare”. Pensate, dunque, che la formazione scolastica italiana non sia adeguata? “Noi vogliamo essere parte integrante della scuola, a livello gestionale e di strutture. Protestiamo per l’ingresso dei privati nelle scuole, perché con i finanziamenti vorranno di certo qualche tornaconto. E così l’istruzione sarà sotto ricatto. Questo sistema scolastico non rende l’uomo artefice del proprio destino. L’istruzione deve essere pubblica, in mano a noi studenti. Noi siamo il futuro della nazione e vogliamo avere la cultura nelle nostre mani. Stanno distruggendo il Paese per tornaconti economici, ma non lo permetteremo”.

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