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Sevel si ferma per il ponte di Ognissanti, ma per la Fiom Cgil è un campanello d'allarme

Per il sindacato, questo stop potrebbe nascondere intenzioni preoccupanti da parte dell'azienda per il futuro in Val di Sangro

La Sevel si ferma per il ponte di Ognissanti, ma la vacanza forzata non è stata presa bene dalla Fiom Cgil e dalla sua rsu. Per il sindacato, infatti, questo stop potrebbe nascondere insidie per il futuro dell'azienda. 

In una nota, la Fiom Cgil Chieti chiede di capire "qual è la reale necessità produttiva della Sevel. Quanta produzione è stata fatta fino ad oggi?", dopo i fermi dovuti alla Blutec e dopo i 21 fermi produttivi dovuti alla tragica vicenda di Cassino, con il sequestro di un macchinario della Fca. 

"Sembra - prosegue la Fiom - che la Sevel non abbia la necessità di recuperare i fermi produttivi, forse qualche problema di mercato o di rapporto con Psa? Se è questo l’atteggiamento della Sevel, a questo punto che senso ha fare i 12 turni? La seconda riflessione potrebbe riguardare che tale scelta è dettata dal fatto che è stato dichiarato lo sciopero sabato pomeriggio. Di conseguenza, vuol dire che gli scioperi precedenti sono riusciti e quindi la Sevel dovrebbe aprire una riflessione e convocare un tavolo per discutere delle esigenze dei lavoratori. In ogni caso c’è la necessità di capire cosa realmente sta accadendo in un’azienda che, ad oggi, non sta dando prospettive per il futuro. Questi atteggiamenti portano necessariamente ad avere seri dubi sulle intenzioni di Fca nella Val di Sangro. Cosa accadrà dopo il 2023?".

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