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Foto Ansa

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Sciopero dei lavoratori dell'Agenzia delle entrate: chiedono pagamento del salario accessorio e sblocco turn over

In Abruzzo si sono radunati per un sit in a Pescara, dove hanno rivendicato i propri diritti e la propria professionalità

I lavoratori abruzzesi dell'Agenzia delle entrate oggi hanno scioperato e si sono riuniti in un sit in di protesta a Pescara, in piazza Italia, per chiedere al Governo il rispetto degli accordi economici. I lavoratori interessanti da questa vertenza in Abruzzo sono 1.200 lavoratori, nel Paese quasi 38mila.

Sono due le ragioni della protesta, come spiega all'Ansa Vincenzo Traniello, segretario della Funzione pubblica Cisl: 

Da una parte c'è il problema del ricevimento, ormai da tre anni, del salario accessorio che incide per il 20, 25%. Dall'altra c'è il blocco dei turnover che fa scoppiare il front-office, e a breve a tutto questo si aggiungerà anche la problematica di Quota 100 e con i pre-pensionamenti, e con la conseguenza di una situazione difficile che va ad incidere sui servizi da dare ai cittadini.

Bisogna tenere conto che tra Quota 100 e la Fornero, con circa il 20% di lavoratori che andranno in pensione, si rischierà di sguarnire ulteriormente gli organici.  

In una nota congiunta, i sindacati Fp Cgil, Fp Cisl, Uilpa, Confsal/Unsa, Flp, puntualizzano che i lavoratori oggi hanno scioperato 

per il mancato pagamento del salario di produttività per gli anni 2016 e 2017, nonostante il raggiungimento degli obiettivi di recupero dell’evasione fiscale fissati dalla stessa Agenzia delle Entrate. Ammonta infatti a più di 19 miliardi di euro l’incasso dell’Agenzia nell’anno 2018, un importo che si è potuto raggiungere grazie alla professionalità e all’efficienza dei suoi dipendenti, che allo stesso tempo sono fortemente penalizzati per la mancata corresponsione del proprio salario accessorio. 

Lo stato di agitazione in atto del personale e la proclamazione dello sciopero è frutto dell’azione dell’Agenzia nei confronti del proprio personale che ogni anno, da anni, raggiunge tutti gli obiettivi richiesti garantendo servizi al cittadino puntuali, efficienti ed efficaci, e agisce nel contrastare le violazioni fiscali di coloro che non si sentono cittadini ma sono evasori, scoprendo e incassando importi evasi rilevanti anche in questa regione. 

L’ottenimento di questi risultati e il contrasto all’evasione determina il diritto per il personale ad ottenere un riconoscimento economico previsto nel salario accessorio di produttività, come stabilito dal contratto di lavoro nazionale e integrativo. Questo salario tuttavia non viene più erogato dal 2016 al personale dell’Agenzia ed oggi è addirittura messo in totale discussione perché l’Agenzia nega il diritto alla giusta remunerazione per le attività prestate. 

Le lavoratrici e i lavoratori sono stanchi di attendere anni per un’attività regolarmente svolta con carichi di lavoro sempre più pressanti e certificata da tutti gli organismi di controllo pubblici, a partire dal Ministero dell’Economia e Finanze. Non vogliono più essere presi in giro da una dirigenza incapace di gestire un’eccellenza della pubblica amministrazione quale l’Agenzia delle Entrate, che ha la funzione fondamentale di finanziare la fiscalità generale per garantire i servizi ai cittadini.

Per questo motivo oggi, 2 aprile, il personale di tutta Italia si astiene dal lavoro con l’obiettivo di dimostrare a chi sbaglia che il personale è l'unico in grado di garantire i servizi al pubblico e le somme necessarie per assicurare il funzionamento dello Stato. Nei prossimi giorni inoltre negli uffici abruzzesi dell’Agenzia delle Entrate sono previste assemblee che potrebbero determinare disagi per la cittadinanza, alla quale chiediamo sin d’ora scusa e solidarietà per la nostra vertenza. 

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