Cronaca

"Boia chi molla", è della provincia di Chieti il fondatore della chat di estrema destra: l'operazione "Ultima legione" della polizia

Operazione "Ultima Legione" condotta dalla polizia dell'Aquila in varie province italiane contro un'organizzazione per il reclutamento di estremisti di destra sulle chat

foto Ansa

Sono complessivamente 25 le perquisizioni che la polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica dell'Aquila, ha eseguito in 18 diverse province nei confronti di altrettanti componenti dell'organizzazione di estrema destra "Ultima Legione" e della chat "Boia chi molla".
Come riferisce l'Adnkronos, le indagini delle forze di polizia hanno portato ad accertare l'elevato grado "di fanatismo violento, intriso di xenofobia e nostalgie filonaziste".

I militanti di estrema destra venivano reclutati attraverso le chat.

Tra gli indagati i vertici di "Ultima legione" e vari suoi componenti di Milano e di altre città lombarde che in chat di whatsapp e sulla piattaforma Vkontakte e Telegram avrebbero fatto apologia di fascismo. In Abruzzo attenzione puntata su un uomo della provincia di Chieti responsabile del centro sud di "Ultima Legione" e fondatore della chat "Boia chi molla" in cui viene usato un linguaggio xenofobo e antisemita. Nell'inchiesta anche alcuni già noti per precedenti di apologia del fascismo. Come aggiunge l'Adnkronos, «i promotori o partecipi dei gruppi di discussione», secondo gli investigatori, «hanno operato al fine di costituire una struttura politica di chiara ideologia fascista, utilizzando i citati circuiti quali mezzi di proselitismo e reclutamento di militanti». 

Nelle attività di indagine sono impiegati i poliziotti del servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo Interno, delle Digos di vari territori e  nonché dei compartimenti della polizia postale e delle comunicazioni competenti. Agli appartenenti ad "Ultima Legione" viene contestato il perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, con istigazione all'uso della violenza quale metodo di lotta politica e diffusione online di materiale che incita all'odio ed alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi. L'inchiesta è stata avviata nel gennaio 2019. 

foto Ansa

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