Nuovo appalto rifiuti da 60 milioni, arriva anche il centro di riuso

Controllo del territorio con i droni e le guardie ecologiche, interventi per il centro storico e collaborazione con la Soprintendenza

Durerà 7 anni, costerà alle tasche dei contribuenti 60 milioni di euro e sarà appaltato entro la fine dell’anno il nuovo bando di gestione dei rifiuti nel Comune di Chieti. Una svolta che, ci si augura, risolva definitivamente il problema delle discariche abusive, dei rifiuti non conferiti o divisi correttamente e di spettacoli poco dignitosi che si vedono spesso anche nelle strade più centrali. 

Il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore Alessandro Bevilacqua, che ne hanno presentato i dettagli questa mattina (mercoledì 20 aprile), lo hanno definito “un appalto all’insegna della partecipazione”. Gli obiettivi sono ambiziosi: “Maggiore pulizia della città, realizzazione di isole a scomparsa nel centro storico per migliorare la raccolta differenziata, tecnologia avanzata per combattere il fenomeno delle discariche abusive e più attenzione all’aspetto sociale sono i punti qualificanti del capitolato”. 

Il nuovo appalto, dunque, coinvolgerà i cittadini con il duplice obiettivo di migliorare il servizio e tornare a raggiungere picchi del 65% di raccolta differenziata, che ha subito un lieve calo. 

Primo punto del capitolato d’appalto è il controllo del territoro, grazie all’ausilio di tecnologie avanzate come i droni per scovare gli illeciti e punire i responsabili. Ma per migliorare l’igiene e il decoro urbano della città di Chieti, la giunta ha previsto alcune novità da includere nel bando.

Il capitolato d’appalto conterrà elementi di premialità per coloro che, nell’offerta di gestione, indicheranno elementi significativi per rendere la città più pulita. Sarà, inoltre, un appalto partecipato, steso tenendo conto delle indicazioni e dei suggerimenti avanzati dai cittadini durante una serie di incontri. Ma la novità più rilevante sarà il centro di riuso e baratto, dedicato soprattutto alle classi meno abbienti, dove verranno portati gli oggetti da eliminare, ancora in buono stato, affinché riprendano nuova vita nelle mani di altri, dai vestiti alle apparecchiature tecnologiche. 

“Concentreremo tutte le forze per migliorare la pulizia dell’intera città – ha spiegato l’assessore Bevilacqua – Nello stesso tempo, grazie alle guardie ecologiche e alla dotazione di un sistema di sorveglianza che si avvarrà di droni per quelle aree più critiche e difficilmente raggiungibili, combatteremo senza sosta il fenomeno delle discariche abusive”. 

Fra i nodi più complicati che l’amministrazione spera di sanare, ci sono le spine del centro storico “dove il servizio porta a porta - ammette Bevilacqua - non ha prodotti i risultati sperati. Per dare soluzione a tale problematica, la Soprintendenza ai Beni Archeologici è stata incaricata di redigere una mappatura del sottosuolo per verificare la possibilità di realizzare due isole ecologiche a scomparsa senza interferire con eventuali reperti”.

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