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Mille firme contro la riqualificazione di piazza Carafa

Consegnata in Comune la petizione del comitato di quartiere Chieti Scalo centro, che chiede di fermare i lavori, mentre le opposizioni puntano il dito contro l'amministrazione per "l'ennesima colata di cemento" che non rispetta le richieste dei cittadini

Sono 1.015 le firme dei cittadini di Chieti Scalo che dicono no al progetto di riqualificazione di piazza Carafa, già licenziato venerdì scorso in una seduta congiunta delle commissioni Bilancio, Lavori Pubblici e Urbanistica, e che sarà discusso stamani (mercoledì 4 novembre) in consiglio comunale. 

Il progetto, che ha ottenuto un finanziamento da 1 milione e 631mila dal ministero, a cui si aggiungono 365mila euro dalla Regione, prevede la realizzazione di un edificio di 5 livelli destinato all’edilizia sovvenzionata di proprietà comunale, per un totale di 15 appartamenti. Qui ci sarà anche la predisposizione di un lotto da cedere all’impresa in sostituzione parziale di somme di denaro, per la realizzazione di una palazzina residenziale con 8 alloggi, 8 garage e 6 posti auto privati. Sulle ceneri del vecchio edificio delle Poste, invece, ci sarà un fabbricato polifunzionale, con un asilo nido che ospiterà 30 bambini, già realizzato, e 9 appartamenti su 3 livelli, di edilizia a canone concordato. 

Ma il comitato di quartiere Chieti Scalo non ci sta e proprio ieri mattina (martedì 3 novembre) il presidente Roberto Di Monte ha consegnato in Comune le oltre mille firme alla petizione che chiede di fermare i lavori e di interpellare i cittadini sulla riqualificazione dell’area

“I cittadini - si legge nel documento - manifestano il disagio per decisioni prese senza un serio studio preliminare delle reali necessità del quartiere e manifestano il disappunto per le indicazioni incomplete e fuorvianti circa la reale volontà edificatoria di più palazzine, nascondendole dietro l’idea di un asilo nido di cui la città avrebbe bisogno. Lamentano inoltre l’assenza totale di consultazione popolare, segno della lontananza dell’amministrazione comunale dalle reali necessità dei cittadini”. E non nascondono il sospetto che dietro il progetto ci sia “una volontà di speculazione edilizia”. 

Ma a frapporsi fra le volontà del quartiere e gli obiettivi dell’amministrazione c’è un vincolo temporale: il Comune, infatti, dovrà appaltare almeno il primo lotto di lavori, da 913mila euro, entro il prossimo 31 dicembre, pena la perdita dei finanziamenti ministeriali. L’imperativo a palazzo d’Achille, dunque, è quello di fare presto, fra i malumori anche delle opposizioni, che in commissione non hanno votato a favore del progetto.

“Il progetto che la giunta comunale vuol fare passare come di riqualificazione urbana di piazza Carafa - lamenta il capogruppo de L’Altra Chieti Enrico Raimondi - è, in realtà, un progetto di dequalificazione urbana che determinerà un peggioramento della vita dei cittadini. Mi auguro - prosegue - che i consiglieri di maggioranza non risponderanno, per l’ennesima volta, ai diktat del sindaco e dell’assessore all’Urbanistica, ma terranno fede agli impegni assunti con i loro elettori”.

Anche dai consiglieri del Movimento 5 stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo arrivano forti critiche all’amministrazione Di Primio, che l’accusano di fare dello Scalo “il luogo preferito per scaricare colate di cemento da destinare all’edilizia popolare”. Il progetto da realizzare a piazza Carafa - dicono - interviene in un territorio che già a seguito della variante al Piano regolatore generale del 2008, era stato indicato come carente degli standard urbanistici e pertanto, doveva essere destinato ad ospitare solo ed esclusivamente servizi per i cittadini, dal verde pubblico agli uffici e ai luoghi di aggregazione”.

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