Proseguono i lavori per la fontana, scavi spostati di qualche metro

Nonostante il malumore dei cittadini e le accuse delle opposizioni, Di Primio difende il progetto anche dopo il ritrovamento dell'arco dell'800. "Gli scavi - assicura - saranno spostati di qualche metro, ma non si scaverà ancora più in profondità"

Ieri mattina (venerdì 25 luglio) gli operai erano regolarmente all'opera nell’area di cantiere per la costruzione della fontana da 250mila euro in piazza Valignani.

I lavori, dunque, vanno avanti, nonostante le polemiche da ogni lato e il ritrovamento, durante gli scavi di giovedì 24 luglio, di un arco databile, secondo la soprintendenza, all’Ottocento.

Intanto il sindaco Umberto Di Primio, a margine di una conferenza stampa, ha continuato a difendere il progetto come già fatto in questi giorni anche dai social network. “Se a Roma stanno facendo un’altra linea di metropolitana – ha detto – forse si può scavare sottoterra anche ritrovando reperti archeologici. Il cunicolo emerso ieri, comunque, è dell’Ottocento come il palazzo di fronte. A vigilare sul lavoro degli operai ci sono archeologhe pagate dal Comune”.

Mosaico romano a parte, era prevedibile che la storia millenaria della città emergesse ben presto. Ma Di Primio rassicura: “Se necessario lo scavo per il motore della fontana sarà spostato di qualche metro, ma non è necessario scavare più in profondità”. Poi una frecciata all’opposizione, che, scagliatasi in massa contro la fontana di fronte al teatro Marrucino, ha ironizzato sulle origini ripesi del primo cittadino: “Hanno detto che essendo nato a Ripa Teatina non potevo sapere che si sarebbero ritrovati resti archeologici. Ma mi meraviglio che chi  nato a Chieti, dopo aver ritrovato un mosaico di epoca romana mentre governava questa città, non abbia pensato a metterlo in mostra, ma l’abbia ricoperto con una soletta di 30 centimetri”.

Ironia e commenti caustici a parte, il sindaco ha cercato di giustificare anche l’impegno finanziario: “I 50mila euro del Comune (i restanti 200mila sono fondi Fers, ndc) sono soldi non utilizzati per altro, non abbiamo acceso altri debiti. In più c’è stato un ribasso d’asta del 27 per cento”. Risparmio o meno, è certo che la fontana proprio non va giù ai teatini. E se un referendum popolare è improbabile, parla da solo il sondaggio pubblicato sul gruppo “Chieti su Facebook”: in soli due giorni 215 utenti hanno cliccato sul “no” alla fontana, solo 19 sono a favore. Numeri certamente irrisori rispetto alla totalità dei teatini, ma che danno l’idea del malumore diffuso in questi giorni in città.

Così come i commenti sui social network, anche sulla pagina Facebook del sindaco, dove fra chi invoca l’uso di quei fondi per interventi più urgenti e costruttivi, c’è chi chiede a gran voce l’istituzione di una vera area archeologica, con pavimenti in plexiglass, illuminati di notte, per mostrare in ogni momento le bellezze nascoste della città. Eppure quell’idea non è mai stata accolta.

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Ma c’è chi tuona: “Chieti non ha bisogno di fontane, ma di far conoscere la propria storia”

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