Cronaca

Forest Oil: Amici di Bomba e il figlio di John Fante scrivono a Chiodi

Lettera aperta del gruppo "Amici di Bomba" al presidente della Regione, invitandolo ad adoperarsi èaffinchè la raffineria proposta dalla Forest Oil Corporation sia definitivamente bocciata,

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

 Il gruppo "Amici di Bomba" ha inviato una lettera aperta al presidente della regione Gianni Chiodi, invitandolo ad adoperarsi attivamente
 affinchè la raffineria proposta dalla Forest Oil Corporation venga definitivamente bocciata, in vista della riunione a Roma il prossimo primo ottobre.

 La lettera, firmata anche da Dan Fante, figlio del famoso scrittore John originario di Torricella Peligna, denuncia il totale silenzio del presidente della regione Abruzzo, ma espressosi fino ad ora sui progetti estrattivi a Bomba. 

Riportiamo il testo completo

Gentile Presidente Chiodi,

Le scriviamo questa lettera in riferimento alla lotta attualmente in corso
tra i cittadini di Bomba, in Provincia di Chieti, e la Forest Oil Corporation, la multinazionale energetica statunitense che da tempo fa pressione sul Suo governo per realizzare un impianto di estrazione di gas e annessa raffineria ai piedi del Lago di Bomba.

Non siamo suoi elettori e non viviamo in Abruzzo, tuttavia siamo abruzzesi e le nostre radici affondano in alcuni paesi vicino Bomba. Alcuni di noi vengono spesso in visita in Italia, dato che abbiamo numerosi amici e parenti in quella zona, e speriamo che anche i nostri figli e i nostri nipoti ne avranno l'opportunita'.

Presidente Chiodi, siamo sicuri che Lei abbia deciso di intraprendere una carriera nella pubblica amministrazione perche' vuole difendere al meglio gli interessi dei suoi cittadini e perche' ama l'Abruzzo tanto quanto l
l'amiamo noi. Tuttavia, nonostante la netta opposizione dei cittadini di Bomba e di diciannove comuni circostanti oltre alla stessa Provincia di
Chieti, a gruppi di interesse strategico per l'economia della regione inclusa Confcommercio  e a esponenti della chiesa locale.

Lei e'  rimasto in silenzio nel corso degli anni e non si
ancora riusciti ad arrivare all'epilogo di questa faccenda.

Antonio Sorgi, il capo della Commissione VIA, anche'egli rimasto in silenzio nonostante le pubbliche  critiche mosse al progetto, pur avendolo respinto con riluttanza in due diverse occasioni.

Lei e' consapevole del fatto che le emissioni di Idrogeno Solforato generate dall'impianto di desolforazione della Forest Oil eccederanno i limiti tollerati dalla legge italiana? Per quale ragione questa questione non e' stata affrontata dalla Commissione VIA nella fase di rigetto del progetto della Forest Oil?

Il potenziale impatto dello sfruttamento nella regione da parte della Forest Oil potrebbe causare l'emissione di esalazioni tossiche provenienti dall'impianto di desolforazione nonche' lo scatenarsi di eventi sismici, un rischio reale di disastro ambientale dovuto a eventuali terremoti e colate di fango. La battaglia contro la Forest Oil portata avanti dai cittadini di Bomba non e' una questione economica, e'  una questione che riguarda la salute pubblica e la sicurezza delle persone.

La crisi economica ha reso la zona della Val di Sangro nella Regione Abruzzo terreno fertile per l'economia del saccheggio, ragion per cui la Forest Oil Corporation ha deciso di portare il caso a Roma. In ogni caso
noi crediamo che l'Abruzzo abbia affrontato cose molto peggiori nel corso della sua storia, e per questo riuscira'  sicuramente a superare questa crisi economica senza dover pagare lo scotto ambientale causato dall'introduzione di un impianto di estrazione di gas nella regione.

Come Lei probabilmente sapra', l'Abruzzo negli ultimi anni ha acquisito fama internazionale grazie al suo cibo, al suo vino e alla sua crescente
reputazione come meta turistica. Il futuro sostenibile dell' Abruzzo dipendera' dal potenziamento delle infrastrutture e dell' economia del luogo e non dall' insediamento sul territorio di multinazionali straniere che mirano a sfruttarne i giacimenti di gas naturale generando aria nociva, corsi d' acqua inquinati e piogge acide. Nessuno vorra' piu'
 assaporare il cibo o i vini provenienti da questa regione e ancor meno vi si rechera' in vacanza o acquistera' terreni dove poter trascorrere la propria vecchiaia. E una volta che tutto il gas sara'  stato estratto, avremo perso per sempre tutto quello che abbiamo ora.

Coloro che stanno combattendo contro questa multinazionale nutrono un forte senso di responsabilita'  verso il futuro delle proprie citta', dell'Abruzzo e dell' Italia.

Lei, Presidente Chiodi, puo'  passare alla storia come un rappresentante pubblico che ha difeso il volere dei propri cittadini e che ha combattuto
contro una azienda statunitense di gas rispedendola a casa.

Oppure puo' essere ricordato come l' uomo che avrebbe potuto farlo, ma che ha deciso invece di restare seduto inerme a guardare mentre il futuro della propria regione veniva sacrificato.

Tutto cio'  per permettere ad una multinazionale estera di estrarre una quantita' di gas che soddisferebbe il fabbisogno energetico dell'Italia intera solamente per pochi giorni.

In entrambi i casi, il suo lavoro verra'  ricordato e produrra' un forte impatto.

Gli Abruzzesi non sono solo coloro che vivono in Abruzzo. Sono anche quelli che, come noi, discendono dall' Abruzzo e si sono sparsi nel il mondo. Abbiamo raggiunto paesi lontani quali l' Australia, l'Argentina, il Canada, gli Stati Uniti, il Sud Africa e oltre, e quando torniamo a visitare l' Abruzzo sentiamo un forte legame con la nostra terra d'origine.

Noi vi stiamo a guardare, amiamo l'Abruzzo e speriamo sinceramente che Lei scegliera' di fare la cosa giusta.



Associazione Amici di Bomba

Paul Giangiordano - Zurigo, Svizzera
Dan Fante - Arizona, USA
Randi Cecchine - New York, USA
Angela Di Berardino - Los Gatos, California
Dan Aspromonte - Santa Cruz, California

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