Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Arriva la fiera della celiachia e Di Paolo presenta un ordine del giorno per informare

L'VIII commissione si è riunita stabilendo forme di informazione e sensibilizzazione di cittadini ed esercenti sull'intolleranza permanente e non curabile al glutine. Con la collaborazione della Confcommercio una tre giorni entro fine anno sarà dedicata a ristoratori e curiosi

Le statistiche dicono che è una patologia in aumento: sono sempre di più le persone che scoprono di essere affette da celiachia, un’intolleranza permanente e non curabile al glutine, la proteina contenuta in grano, avena, farro, orzo, segale, spelta e triticale.

I celiaci hanno una vita assolutamente normale, ma devono seguire una dieta assolutamente priva di glutine. Il che include anche evitare pentole, piatti, posate potenzialmente “contaminate” dalla proteina fatale, che danneggia i villi intestinali e nei casi più gravi provoca reazioni allergiche notevoli.

Per questo l’VIII commissione permanente corre ai ripari, proponendo iniziative in città per sensibilizzare i tanti che non conoscono i risvolti della celiachia, al punto che il consigliere Marco Di Paolo ha proposto un ordine del giorno ad hoc. Ospiti della riunione di ieri (mercoledì 9 aprile) della commissione presieduta dal consigliere Diego Costantini erano l’assessore al Commercio Antonio Viola e la presidente di Confcommercio, Marisa Tiberio.

I primi a doversi adeguare per soddisfare le richieste dei clienti celiaci, infatti, sono bar, ristoranti ed esercizi commerciali che servono alimenti. Le cucine devono avere rigorosamente stoviglie e piani di cottura separati, anche preparare un orzo nella macchina del caffè può essere dannoso se la tazzina successiva viene servita ad un celiaco.

Ristoranti, pizzerie e gelaterie teatini che preparano prodotti freschi senza glutine si contano sulle dita di una mano e nella maggior parte dei casi la varietà di prodotti è molto limitata, spesso soprattutto alimenti surgelati o confezionati. Anche la grande distribuzione, nonostante negli ultimi cinque anni si siano fatti passi da gigante sulla gamma di prodotti venduti nei supermercati, ha comunque una proposta limitata, con costi ingenti per pasta, pane, pizza, farina senza glutine.

“A questo – spiegano i consiglieri Costantini e Di Paolo – si aggiunte la discriminante tra uomo e donna, in quanto la Asl riconosce ad un celiaco maschio un buono di acquisto di 148 euro, mentre alla donna questo buono è di 99 euro”. L’azienda sanitaria, infatti, dopo che al paziente è certificata la malattia, versa un buono da poter usare solo in alcuni punti vendita convenzionati per il rimborso. Quello per ragazzi e uomini è più nutrito, dando per scontato che la fame maschile sia più vorace. Al di là di questo, però, 99 o 148 euro sono una cifra insufficiente per acquistare alimenti ben più costosi di quelli tradizionali.

Anche per questo, spiegano i consiglieri “la commissione proporrà all’amministrazione di sensibilizzare la dirigenza della Chieti Solidale affinché studi l’introduzione di un calmiere dei prezzi per quanto attiene i prodotti per celiaci in vendita nelle tre farmacie comunali”.

Entro la fine del 2014, in collaborazione con la Confcommercio, a Chieti ci sarà una fiera di tre giorni sulla celiachia, per sensibilizzare i cittadini e soprattutto gli studenti. “Un format di livello nazionale – spiegano i consiglieri – cui parteciperanno una cinquantina di espositori, sia locali che di altre regioni, unico nel suo genere per il centro sud Italia, nel corso del quale si affronterà il tema della celiachia come problema sociale, commerciale, di informazione e dal punto di vista della formazione per albergatori e ristoratori”. Un’occasione per partecipare ai laboratori in cui si impareranno gli accorgimenti utili ad evitare contaminazione con il glutine in cucina. 

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