Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca Chieti Scalo

Fiaccolata per difendere la Provincia, 500 paralizzano Chieti Scalo

Dalla piscina a piazzale Marconi il corteo di protesta del comitato civico per Chieti capoluogo per dire no alla fusione con Pescara. I manifestanti minacciano di occupare il palazzo della Provincia nelle prossime settimane

Erano 500 i teatini che nel pomeriggio di ieri (venerdì 23 novembre) hanno sfilato con le fiaccole in mano dalla piscina comunale a piazzale Marconi, di fronte alla stazione. 

“Chieti provincia per chi non ha memoria, lo dice la legge, lo dice la storia!”. Sulla scia della manifestazione dello scorso 22 ottobre il comitato civico per Chieti capoluogo ha bloccato le auto nel nodo più trafficato dello Scalo per dire no alla fusione della provincia con quella di Pescara. La decisione del Governo non va giù alle associazioni e ai privati cittadini riuniti nel comitato. Non solo perché perdendo lo status di capoluogo la città di Chieti perderebbe anche uffici e posti di lavoro, con un effetto domino facilmente prevedibile sull’economia cittadina. Ma soprattutto perché quella di Chieti, per estensione e popolazione residente, è l’unica provincia abruzzese ad avere i requisiti di sopravvivenza. Eppure il consiglio dei ministri ha deciso irremovibile: l’Abruzzo avrà solo due province, ovvero Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo.

“Lavoro e Provincia, la lotta qui comincia”. Non solo per la Provincia le fiaccole hanno sfilato per oltre due ore, ma anche per rivendicare il diritto al lavoro di tutti coloro che negli ultimi mesi nel territorio di Chieti hanno perso il proprio impiego a causa della chiusura di molte aziende. Burgo e Sixty i casi più recenti e proprio un gruppo di ex dipendenti della cartiera e di lavoratori dell’azienda tessile hanno manifestato insieme a molti teatini.

In prima fila il sindaco, Umberto Di Primio, con la figlia di 3 anni, “perché è a loro che dobbiamo un futuro migliore”. Tra i manifestanti anche tanti esponenti della giunta comunale, consiglieri, l’assessore regionale Mauro Febbo e il presidente del Consiglio comunale, Marcello Michetti.

Non è mancato un battibecco di qualche manifestante con un gruppo di passanti che forse poco gradiva la manifestazione. Ma in pochi secondi la tensione si è stemperata e il corteo ha proseguito senza problemi fino a sfilare intorno alla fontana di piazzale Marconi.

Le iniziative di protesta del comitato civico non si fermano, come spiega Cristiano Vignali, uno dei membri più attivi: “A fine mese ci sarà una manifestazione a Roma con i comitati delle altre province e poi stiamo pensando di occupare il palazzo della Provincia”.

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