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L'esposto del Wwf contro i "Megaloidi"

Undici mesi fa l'associazione aveva presentato un esposto contro uno dei due maxi progetti di cementificazione dell'area a ridosso del centro commerciale nell'area golenale del fiume Pescara

Forse è stato anche l'esposto presentato dal Wwf alla Procura della Repubblica di Pescara e di Chieti a 'incastrare' il sindaco Umberto Di Primio. Nell' esposto, protocollato il 5 febbraio del 2014  da Nicoletta Di Francesco, responsabile del Wwf di Chieti, e dall’avvocato Francesco Paolo Febbo si segnalavano una serie di fatti sui quali si chiedeva di far luce, sia in relazione a Megalò 3 che a Megalò 2 e si evidenziava la persistenza di un deposito di terra non autorizzato già oggetto di una denuncia e del sequestro dell’area unitamente ad alcune incongruenze amministrative in relazione ai procedimenti autorizzativi.

"Non si sarebbe mai dovuta permettere una colata di cemento accanto al fiume" commenta oggi Di Francesco “non sappiamo se il nostro esposto sia o meno uno di quelli che hanno generato l’inchiesta , ma questo poco conta: è importante invece che sia intervenuta la magistratura per fare chiarezza in un procedimento, quello della cementificazione di fatto di una vasta area golenale, nato male e gestito peggio. In quella zona non si sarebbe mai dovuto edificare - aggiunge -  nel quadro di una saggia gestione del territorio si dovrebbe pensare eventualmente a delocalizzare il mal costruito, mai e poi mai ad aggravare la situazione con altre costruzioni. In ogni caso ci tengo a precisare che gli eventuali guai giudiziari nei quali potrebbero essere coinvolti vari personaggi sono generati da comportamenti illegali da parte degli stessi, sempre che siano accertati, e non già da chi segnala in un esposto quei comportamenti illegali. Ricordo infine che il Comune di Chieti nella causa di fronte al Tar su Megalò 3 aveva dato mandato ai propri legali di schierarsi accanto agli imprenditori, una scelta che il Wwf censurò duramente”.

Il Wwf in questi anni ha portato avanti un'azione costante contro i progetti sul fiume Pescara. "A Chieti - ricordano -  si è verificata l’incredibile vicenda di un Prusst (acronimo di: “Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio”), che è stato utilizzato per danneggiare il territorio anziché per riqualificarlo. Seguiamo con fiducia gli sviluppi dell’inchiesta"..

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