Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Quattro arresti per traffico illecito di rifiuti, indagato il sindaco Di Primio

Maxi-operazione all'alba sul traffico illecito di rifiuti speciali e discarica abusiva. Quattro imprenditori sono finiti ai domiciliari. Di Primio è indagato per il 'Megalo' 3'

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio è indagato per corruzione in un fascicolo stralcio dell'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti condotta dal Corpo forestale di Pescara.

L'operazione, in corso da stamattina all'alba a Chieti e Pescara, ha già condotto all'arresto di quattro imprenditori, 18 avvisi di garanzia e sequestri per equivalente di 3 milioni di euro. Tredici le imprese perquisite tra Pescara, Chieti, Milano e Roma. Inoltre sono stati sequestrati più di 400 mila metri cubi di materiale.

A CHIETI  La squadra mobile di Pescara sta effettuando perquisizioni sia nel comune di Chieti che nell'abitazione del sindaco. Di Primio è indagato per la parte collegata al cosiddetto 'Megalo' 3': un progetto di sviluppo del grande centro commerciale di Chieti Scalo. Partendo da una segnalazione sul presunto smaltimento illecito dei rifiuti che si è concretizzato con gli arresti di stamani, la Forestale si è imbattuta in una vicenda più ampia che riguardava lo sfruttamento di alcuni terreni nella zona di Santa Filomena allo Scalo.

Gli altri indagati per corruzione in questo filone di inchiesta sono: Michele Colistro, segretario generale dell'Autorità dei bacini, oggetto di perquisizioni a casa e negli uffici, in una serie di ditte, tra L'Aquila e Roma, ed Enzo Perilli, titolare della 'Akka', legata al progetto di Megalo', presunto corruttore, anche lui perquisito tra Montesilvano, Chieti, Napoli e Roma.

Secondo una prima ricostruzione il filone chietino dell'inchiesta riguarderebbe lo sversamento di oltre 93 mila metri cubi scavati nel vecchio cantiere Ikea di San Giovanni Teatino nell'area golenale del previsto progetto Megalo' 3. Le gravi modifiche della quota livello dell'area di esondazione del fiume Pescara erano state oggetto di numerosi esposti di associazioni ambientalistiche e forze politiche, con l'intervento diretto del Genio Civile. Le ipotesi di reato di corruzione per Colistro e Di Primio riguarderebbero interventi per oltrepassare gli ostacoli intercorsi alla realizzazione del progetto.

Nella maxi-operazione della Guardia Forestale sono stati impegnati 100 uomini, 30 pattuglie operative e un elicottero. L'indagine è denominata 'Terre d'oro' ed è diretta dalla Direzione distrettuale antimafia de L'Aquila.

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