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D'Alfonso indagato: "Sono estraneo alla vicenda di Palazzo Centi"

Il Governatore indagato per corruzione, abuso d'ufficio e turbativa d'asta

Dopo il blitz dei carabinieri a palazzo Silone Luciano D'Alfonso si dichiara estraneo ai fatti, almeno a quelli relativi al cantiere di palazzo Centi all'Aquila.

Il presidente della Regione Abruzzo risulta indagato per corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio, nell'ambito di un'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila. E' stato lo stesso D'Alfonso a far sapere di aver ricevuto, giovedì mattina, due richieste di proroga delle indagini relative a un intervento nella città di Penne e ai lavori alle case popolari Ater di Pescara. "Contestualmente è stato recapitato un altro documento ("Ordine di esibizione di atti e documenti") con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che sul cantiere di Palazzo Centi a L'Aquila è in corso un procedimento penale nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste - precisa D'Alfonso - non compare il mio nome".

L'inchiesta fa riferimento alla gara da 13 milioni di euro per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, nel centro storico dell'Aquila, inagibile dal terremoto del 2009. "Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato - ha aggiunto il Governatore - e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine. Ho fiducia nell’operato della magistratura così come ne avevo in passato, quando è stata sempre accertata la liceità delle mie condotte amministrative".

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