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Cda d'Annunzio: il sindaco chiama il rettore e invita Civitarese alle dimissioni

Continua la polemica dopo le nomine di Di Ilio: la città chiede un rappresentante del territorio e paventa un ulteriore strappo ai danni di Chieti

Le nomine al Consiglio di amministrazione dell’università di Chieti continuano a scatenare polemica in città. Stamani (sabato 15 ottobre) il sindaco Umberto Di Primio, rientrato in città dopo una trasferta istituzionale, ha telefonato al rettore Carmine Di Ilio, chiedendogli di incontrarlo la prossima settimana per parlare della questione. Il sindaco, così come già fatto ieri da Mauro Febbo, polemizza in particolare sulla nomina del professor Civitarese, fresco di assessorato al Comune di Pescara nella giunta Pd di Marco Alessandrini. “Non è incompatibile - dice - ma è quantomeno inopportuno”. 

“Le norme vigenti - specifica - vogliono che gli enti locali non possono più far parte con i proprio rappresentanti dei Cda degli atenei. Ma oggi, di fatto eludendo tali previsioni normative, viene inserito, all’interno del Cda, un amministratore pubblico: l’opportunità e il garbo istituzionale che hanno sempre contraddistinto Civitarese - dice Di Primio - consiglierebbero le sue dimissioni dal Cda o dalla giunta municipale di Pescara. Mantenere entrambi gli incarichi, proprio in ragione della normativa citata, mi sembra inopportuno. Spero che egli voglia compiere personalmente questo passo”.

“Non entro nel merito delle scelte - dice - ma pretendo rispetto per la città di Chieti, dove l’università è nata, che merita di essere giustamente rappresentata anche in virtù dei numeri che esprime con i corsi di laurea ubicati nel nostro campus”. Di Primio, però, respinge l’idea che le scelte del magnifico siano stati influenzate da “suggeritori”. Tuttavia, accusa la sua scelta di “superficialità”, per non aver “considerato anche la geografia rappresentativa del territorio”. 

Emiliano Vitale, consigliere comunale di Forza Italia, parla di “strappo verso la città di Chieti”, di “affronto, non solo per la storia dell’università, che negli anni Settanta ha visto proprio la città di Chieti impegnarsi economicamente e non solo per salvarla, ma anche perché presto per necessità statutarie universitarie dovrà rieleggersi il nuovo rettore: con questo Cda la possibilità di un papabile rettore teatino è esclusa a priori”.

Anche Vitale mette in luce la vicinanza di alcuni nomi al centrosinistra, sollevando anche un dubbio di incompatibilità sul professor Tonio Di Battista, presidente dell’Adsu: “Le fasi di bilancio universitario di rendiconto e di previsione ancora non sono concluse. Può una stessa figura approvarsi un bilancio nel Cda dell’università e poi decidere come utilizzarlo come presidente Adsu?”.

Il consigliere di Forza Italia paventa un “progetto di estirpazione dell’università di Chieti verso Pescara”, magari togliendo l’accordo dell’ospedale con l’ateneo dopo l’operazione Maltauro. “Questa volta - assicura - anche se non di competenza consiliare, non staremo a guardare e chi al livello comunale dovrà intervenire con tutti i mezzi, perché di queste battaglie in passato sono state fatte ed arrenderci ora equivarrebbe a far condannare a morte questa città”

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