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Caro mensa, la protesta delle mamme: bimbi a scuola col panino

L'iniziativa di un gruppo di genitori della scuola primaria di via Amiterno: "La mensa continua a essere di scarsa qualità a fronte di un aumento esagerato dei prezzi"

Protesta delle mamme contro il rincaro dei buoni mensa nelle scuole: questa mattina un gruppo di bambini della primaria di via Amiterno ha portato da casa un panino per il pranzo. I genitori, con una nota sul diario, hanno diffidato le insegnanti dal far pranzare i figli lontano dagli altri bambini prendendosi la responsabilità di ciò che mangeranno. Della protesta sono stati informati sia il dirigente scolastico che il sindaco.

“Stanchi di pagare una mensa di scarsa qualità, insieme ad un manipolo di mamme abbiamo deciso di manifestare contro questo che definiamo un abuso a fronte anche di un aumento dei prezzi esagerato – spiega Guendalina Giannini, una della mamme che ha aderito all’iniziativa – noi saremmo disposti a pagare di più se a questo corrispondesse un aumento della qualità del cibo dato ai nostri bambini”. Invece la situazione nelle mense degli istituti comprensivi sembra essere precipitata, soprattutto nell’ultimo anno scolastico, con bambini che raccontano di avere visto più di una volta capelli nel piatto e consumato hamburger duri come una suola perché cotti troppe ora prima di essere serviti.

“I nostri rappresentanti di classe e di istituto temporeggiano mentre il sindaco minimizza, ma di fatto i nostri figli non mangiano e noi paghiamo – aggiunge la signora Guendalina – la scuola ci chiede la carta igienica, i colori, il sapone ma cosa ci dà in cambio? L'aumento della mensa e del trasporto?". I genitori vogliono sapere che ne è stato della commissione mensa promessa al Comprensivo 3 tempo fa. 

Intanto da otto consiglieri di opposizione, primo firmatario Luigi Febo, è arrivata la richiesta di annullamento della delibera sulle nuove tariffe delle mense scolastiche. Di Primio, dopo una riunione con i dirigenti scolastici, ha fatto sapere che, oltre a rinnovare i criticati menù, si provvederà a rivedere i prezzi in base alla fascia di reddito ma senza toccare l'adeguamento tariffario “poiché – ha spiegato -  per legge dobbiamo coprire almeno il 36% dei costi”.

La protesta del panino andrà avanti anche nei prossimi giorni, come annunciato dalle famiglie che invitano gli altri genitori ad aderire.  
 

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