Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Chieti Scalo

LETTORI Le biblioteche immaginarie e il delegato fantasma

Mai pronta la sede comunale in piazza Carafa, promesse di ricostruzione della biblioteca in centro storico vane e una penosa immobilità da parte delle amministrazioni nella denuncia inviataci da un lettore

Oltre un anno fa, precisamente il 20 gennaio 2012 avevo protestato con una segnalazione al quotidiano Il Centro per la situazione scandalosa della biblioteca comunale, unica struttura culturale per i trentamila e passa abitanti dello scalo e situata “provvisoriamente” da anni, tra le bancarelle del mercato coperto.

Il sindaco Di Primio affermò che “a breve” la biblioteca sarebbe stata trasferita nei nuovi locali della Delegazione di piazza Carafa. Presto sarà pronta la nuova sede in piazza Carafa, lì ci saranno una postazione Internet e uno spazio adatto per la lettura. Quella attuale è una soluzione provvisoria. Entro febbraio (2012 n.d.r.), i lavori della sede originaria saranno completati: il tempo di comprare i mobili e si tornerà in un spazio adeguato”. Così parlò il sindaco Di Primio.

Oggi, a distanza di oltre un anno da quell’annuncio del sindaco, la “biblioteca” si trova ancora tra le bancarelle del mercato coperto, in una stanzetta di tre metri quadrati, senza giornali, se non quelli di seconda mano che questo o quell’usciere trafuga dagli uffici comunali  e fa pervenire, non prima di mezzogiorno negli attuali locali del mercato coperto.

Ho già più volte denunciato questa scandalosa situazione, ma voglio ripetermi, in questa città con un ipercentro commerciale e 55.000 iperdormienti, in primis gli amministratori. Questa che possiamo ormai definire una telenovela teatina dura ormai da cinque o sei anni e, ad onor del vero le origini vanno ricercate nella precedente amministrazione di centrosinistra, che in cinque anni non seppe risolvere il problema. Non meglio sta facendo l’attuale amministrazione di centrodestra, con l’aggravante che per tutto il 2012 si sono susseguiti annunci e promesse da parte dell’assessore Colantonio, puntualmente andati a vuoto, il quale volte dichiarava di volerla localizzare nella palazzina della delegazione comunale di piazza Carafa, che tuttavia è ancora inagibile. La palazzina doveva essere terminata in un primo tempo per gennaio 2012, scadenza poi slittata a febbraio, quindi a giugno e infine a dicembre dello stesso anno.

Che fine hanno fatto i volumi e le migliaia di Gazzette ufficiali che erano custodite nella vecchia sede? Queste ultime  partivano addirittura dal 1936 e anche se oggi possono essere visionate on line, ciò non sminuisce la gravità del problema e l’incomprensibile atteggiamento dei nostri amministratori. Si possono anche capire le difficoltà dovute alla burocrazia imperante in Italia e quindi a Chieti, o i ritardi tecnici, ma perché allora annunciare inaugurazioni e completamento di opere a ogni piè sospinto?

E’ una questione di rispetto per il cittadino oltre che di puntualità e mantenimento di impegni. Risultato di tutto questo bailamme è che Chieti, che qualcuno si ostina a chiamare “Città d’arte e cultura” è forse l’unico comune d’Abruzzo e certamente l’unico capoluogo a non avere uno straccio di biblioteca comunale.

Da notare in questo contesto l’assordante silenzio, per usare un brutto ossimoro del delegato ai problemi dello scalo Ivo D’Agostino. Non ha mai fatto parola dei ritardi e delle promesse mancate dell’amministrazione nei confronti dello scalo, né per quanto riguarda la biblioteca né per le varie incompiute, lo voglio ripetere, come l’impianto d’illuminazione del parcheggio della stazione, o quello di via Ortona o per il non funzionamento di quello (mal fatto) di via Vasto, solo per citarne alcuni.  A cosa serve questo “delegato ai problemi dello scalo” se neanche denuncia i problemi?

Stesso discorso per la biblioteca provinciale. Non starò a fare la cronistoria di quest’altra telenovela teatina, basti dire che nel lontano 17 ottobre 2011 l’assessore provinciale all’edilizia Donatello Di Prinzio affermò: "La biblioteca sarà ricostruita sul sito originario nel centro storico di Chieti…Si partirà, nella primavera dell'anno prossimo (2012 n.d r), con  un primo lotto di lavori per un importo di 1,1 milioni così finanziato: un mutuo di 670.000 euro che residua dallo stanziamento dell'originaria opera di riqualificazione e ampliamento appaltato dall'amministrazione Febbo; 300.000 euro stanziati dal ministero dell'Economia…”.

Siamo a gennaio 2013 e nulla è stato fatto. Nel convegno tenutosi il 23 ottobre 2012 alla Provincia organizzato dalla Consulta delle Associazioni dell’instancabile Cinzia Di Vincenzo, sempre l’assessore Di Prinzio affermò che a fine anno (2012) sarebbe stato emesso il relativo bando. A tutt’oggi nulla. Intanto la Provincia continua a rimpinguareil già gonfio portafogli dell’ing. Di Cosmo & soci. Anche in questa vicenda si può scorgere una singolare affinità tra amministrazioni di centrosinistra e centrodestra, questa volta alla Provincia, un’incompetenza e un mancato rispetto degli impegni trasversale, bipartisan come si dice. Quindi difficile se non impossibile evidenziare colpe e negligenze.

Una cosa è certa: come al solito le vittime sono i cittadini contribuenti della città di Chieti, in primis i suoi giovani, che di questo passo saranno costretti ad emigrare a Pescara non solo per fare quattro salti o ascoltare concerti, ma anche semplicemente per leggere un buon libro…
 

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