Il belvedere di via d'Aragona dedicato a Dino Di Michelangelo e alle altre vittime di Rigopiano: sabato l'inaugurazione

Nello spazio una targa e un'opera raffigurante due mani come culle, scolpite nella pietra della Maiella, che rivolgono i loro palmi aperti verso la montagna. L’iniziativa nasce da un'idea degli amici storici di Dino, originari, come lui, della zona del Sacro Cuore

Sarà inaugurata sabato 7 luglio, alle 10,30, la prima opera a Chieti dedicata alle 29 vittime di Rigopiano a Chieti: il belvedere lungo via D'Aragona, la cui terrazza verrà intitolata alla memoria di Dino Di Michelangelo, il poliziotto teatino in servizio a Osimo scomparso sotto la valanga nel 2017 assieme alla moglie Marina Serraiocco.

L’inizativa nasce da un'idea degli amici storici di Dino, originari, come lui, della zona del Sacro Cuore. 

“Abbiamo perso un grande amico, Domenico Di Michelangelo sotto quella maledetta valanga. Abbiamo perso Dino. La nostra idea è stata quella di  voler dedicare lo spazio dove siamo cresciuti, al nostro caro amico. La terrazza “in memoria” di  Domenico Di Michelangelo infatti , nascerà nel luogo, adiacente alla parrocchia, dove noi spesso ci riunivamo per celebrare la nostra amicizia - spiegano i portavoce del progetto, Alessandro Ghionni, e Mariaelena Carulli - Noi, gli amici di sempre, gli amici del Sacro Cuore, vogliamo anche che le famiglie colpite da questa immensa tragedia abbiano un altro luogo dove commemorare i loro cari, un luogo “distante” fisicamente da quel dolore”.

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Nella piazzetta antistante il belvedere, oltre alla targa dedicata all'assistente capo della Polizia di Stato, sarà ubicata un’opera, ideata dall’amica artista Mariaelena Carulli e realizzata con la collaborazione dello scultore Antonello di Pretoro. L’idea di Mariaelena Carulli, in arte Mae, nasce dall’amore per la montagna che accomunava gli amici del Sacro Cuore: i campeggi, le escursioni, le scalate, le albe e i tramonti. Tutti vissuti lassù, sulla stessa montagna che per un po' hanno odiato, dopo quel maledetto giorno, ma che ora sono tornati ad amare perché si sono resi conto che è diventata la culla eterna di tutte le vittime di Rigopiano. Due mani come culle, scolpite nella pietra della Maiella, rivolgeranno i loro palmi aperti verso quella montagna e accoglieranno una targa con su scritto:

“C’è storia e storia. E poi esiste l'amore, per gli amici, per i propri cari, per la verità. Ed è tutta un'altra storia. Nel ricordo delle vittime di Rigopinao. 18 gennaio 2017.

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