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L'appello del Wwf dopo l'emergenza maltempo: "No alle grandi opere, servono manutenzione e messa in sicurezza"

L'associazione propone agli amministratori un "Patto per l’Abruzzo", che elimini il Masterplan e usi quei fondi per il territorio e il consolidamento delle strutture esistenti

Nel giorno in cui la speranza si è spenta definitivamente, per lasciare spazio al dolore, arriva l'appello del Wwf, che chiede alle istituzioni di rinunciare alle grandi opere, investendo piuttosto in manutenzione e messa in sicurezza del territorio. 

In una nota diffusa oggi (giovedì 26 gennaio), l'associazione ripercorre quanto accaduto negli ultimi giorni in Abruzzo, ma chiama a raccolta le responsabilità delle istituzioni. "Come abruzzesi e come volontari di un’associazione che opera in questa regione da oltre quarant’anni vogliamo in primo luogo manifestare il nostro cordoglio per le vittime e la nostra vicinanza alle loro famiglie. In secondo luogo - si legge - sentiamo il bisogno di ringraziare quanti si sono prodigati e si stanno prodigando per portare soccorso in condizioni spesso difficilissime. Il nostro grazie va alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, agli amministratori e ai dipendenti degli Enti locali investiti da un carico di lavoro e di impegno straordinari, ai tanti volontari della Protezione Civile, ma anche a tutti quei cittadini che si sono organizzati spontaneamente per portare aiuti, da soli o in piccoli gruppi, rafforzando così quel senso di comunità che dovrebbe essere la caratteristica del nostro vivere". 

Ma, sostiene il Wwf, "per quanto le situazioni verificatesi siano state difficili, i ritardi accumulati nel ripristinare l’energia elettrica, e di conseguenza in moltissimi casi nel riattivare il riscaldamento delle abitazioni, e nel raggiungere interi paesi rimasti isolati per giorni e giorni non sono giustificabili. Al di là dell’eccezionale impegno dei singoli, quanto si è verificato, e che potrà verificarsi puntualmente alla prossima “emergenza”, non è soltanto la conseguenza di condizioni straordinarie, ma anche di un sistema di gestione che mostra ormai tutti suoi limiti: continui tagli ai servizi essenziali, riforme che cambiano situazioni consolidate senza prospettarne altre, catene di comando saltate, mancanza di manutenzione producono quanto stiamo vivendo. Di fronte a un simile scenario è obbligatorio cambiare profondamente rotta".

Il Wwf avanza una precisa proposta alla giunta regionale: "La classe politica abruzzese, che ha toccato con mano i disastri e i disagi che derivano da una cattiva gestione del suolo e che in queste convulse giornate ha da più parti denunciato i limiti di scelte ancorate a visioni ormai superate di uno “sviluppo” che alla lunga porta solo danno, si faccia promotrice di una rivoluzione culturale e trovi il modo, stringendo un vero e proprio “Patto per l’Abruzzo”, per rivedere totalmente il “Masterplan”, eliminando le opere che violentano il territorio e utilizzando quei soldi per la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, il consolidamento antisismico degli edifici a rischio, a cominciare dalle scuole, il potenziamento del trasporto ferroviario, la valorizzazione di una offerta turistica diffusa e verde, l’unica che ha un futuro, la predisposizione di piani di emergenza con strutture e mezzi tenuti sempre in efficienza. Una classe politica seria deve assumersi questo impegno. E se non è in grado di farlo, deve farsi da parte":

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