Domenica, 24 Ottobre 2021
Attualità Fossacesia

Due giorni di vaccini a Fossacesia, ma i numeri non soddisfano e il sindaco torna a sollecitare: "Contribuiamo per tornare liberi"

Nel centro allestito all'interno della palestra polivalente, mercoledì e giovedì, sono state somministrate 382 dosi di Pfizer e Moderna sulle oltre 400 previste 

Sono state 382 sulle oltre 400 previste le dosi di vaccini Pfizer e Moderna somministrate mercoledì 18 e giovedì 19 agosto scorso, nel centro allestito nella palestra polivalente in via Primo Maggio, a Fossacesia. Dal 24 aprile scorso, quando per la prima volta è stata allestita l’hub nell’impianto sportivo grazie alla collaborazione tra il Comune e la direzione Sanitaria della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, sono stati oltre 3.000 i vaccini inoculati ai cittadini di Fossacesia, Santa Maria Imbaro, Rocca San Giovanni e Mozzagrogna.

“Un buon risultato – afferma il sindaco Enrico Di Giuseppantonio - anche se per la verità, ci attendevamo una maggiore affluenza. Tramite i social e in altre forme di comunicazione, ho invitato più volte la popolazione ad aderire alla campagna vaccinale, perché questa era ed è lo strumento, la via per gestire la pandemia e per far riguadagnare a tutti le nostre piene libertà. L’impegno dell’amministrazione comunale, dei medici, infermieri e dei volontari del gruppo di Protezione Civile comunale è stato grande, assicurando la propria presenza e disponibilità verso gli altri. Uomini e donne che hanno lasciato le proprie famiglie, hanno trascorso giorni che avrebbero potuto dedicare ad altro pur di non far venire meno la loro preziosa collaborazione, nel bene di tutti. A loro va il mio profondo ringraziamento per quanto fatto finora. Come sindaco, invito tutti a sconfiggere il nemico silenzioso che è il Covid, che continua ad annidarsi nella popolazione nonostante si sia fatto molto per debellarlo. La scelta di vaccinarsi e sostenere la vaccinazione tra la popolazione è una scelta di civiltà, che contribuisce a far ritornare alla normalità tutta la nostra comunità. Non ci sono motivazioni scientifiche, morali, ideologiche che ostacolano o impediscono alle persone di vaccinarsi. Ogni dose somministrata è un passo concreto verso la normalità, e in difesa degli altri”.

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