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La demolizione di Palazzo Sirena nel 2017

La demolizione di Palazzo Sirena nel 2017

Seminario per architetti a ridosso del palazzo Sirena abbattuto: scoppia la polemica

Il tema dell'incontro è “Responsabilità dell’architetto negli interventi sui beni di interesse culturale”: paradossale, per Italia Nostra, che ricorda la polemica sulla demolizione di due anni fa

L'ordine degli architetti di Chieti e Pescara, con il patrocinio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, organizza un seminario nell'auditorium Sirena di Francavilla al Mare. Ma il luogo prescelto fa scoppiare la polemica. La sezione pescarese di Italia Nostra, infatti, fa notare che proprio il tema del convegno, “Responsabilità dell’architetto negli interventi sui beni di interesse culturale”, segna un'incogruenza visto il luogo. 

L'incontro in programma domani, infatti, sarà ospitato accanto alla sala in cui sorgeva il palazzo Sirena abbattuto nell'estate di due anni fa, scatenando non poche polemiche arrivate anche a livello nazionale, con l'intervento del critico d'arte Vittorio Sgarbi e interpellanze parlamentari.

Una demolizione, ricorda Italia Nostra in una nota, "dell’edificio simbolo della rinascita della città nel dopoguerra, nonostante la richiesta di conservazione del bene culturale sottoscritta da prestigiosi intellettuali italiani, associazioni ed enti (ne ricordiamo uno per tutti: l’Icomos, Consiglio internazionale dei Monumenti e dei Siti, organo consultivo dell’Unesco) in un appello promosso dalle sezioni di Italia Nostra di Pescara e di Chieti".

"La demolizione, si ricorda, è stata attuata senza attendere gli esiti del procedimento di dichiarazione di interesse culturale avviato dalla Soprintendenza d’Abruzzo e notificato al Comune, né il sindaco ha ritenuto opportuno accogliere la richiesta di interlocuzione con l’amministrazione comunale avanzata dalla soprintendente, all’epoca da poco insediata. Sicuramente la vicenda di Francavilla potrebbe costituire un interessante caso di studio del seminario stesso, per analizzare i livelli di responsabilità (e irresponsabilità) dei vari soggetti istituzionali coinvolti, la legittimità dell’esercizio del silenzio assenso, la correttezza delle procedure e dei comportamenti tecnico-politici responsabili della grave e irreparabile mutilazione della storia urbana e della stessa identità di Francavilla a Mare".

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