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Gli "eroi" del Covid della sanità privata in corsia anche a Capodanno, ma senza il bonus della Regione

L'augurio del coordinatore regionale Cgil Fp Sanità privata convenzionata, Leone, che racconta la stanchezza di infermieri e oss

Hanno lavorato in corsia anche nella notte di Capodanno, intenti ad assistere i malati, come hanno sempre fatto, indossando mascherina, guanti, camici in Tnt, copricapo, occhiali, per proteggersi dal Coronavirus. 

Ma gli infermieri e gli operatori sociosanitari precari con il contratto Aris-Aiop (sanità privata) scaduto da 8 anni, non hanno ricevuto alcun bonus Covid dalla Regione Abruzzo. La denuncia arriva dal coordinatore regionale Cgil Fp Sanità privata convenzionata, Daniele Leone. 

"Stiamo tutti combattendo una battaglia dal mese di febbraio - commenta - e, in questo ultimo giorno del 2020, un pensiero non può che andare ai tanti medici, infermieri, operatori sanitari che non ce l’hanno fatta e alle loro famiglie. Un pensiero speciale ai tanti colleghi infermieri e operatori sociosanitari, ai caposala, ai medici che sono impegnati a far fronte al cluster che si è sviluppato nella residenza per anziani a Vasto Marina e sono dunque impegnati a prendersi cura con amore e grande professionalità dei tanti ospiti della struttura. Un affettuoso abbraccio va anche a tutti gli operatori sanitari delle strutture ospedaliere pubbliche, private convenzionate, alle strutture socio sanitarie, Rsa, Ra, che in queste ore sono in corsia al fianco dei malati, a loro auguriamo un buon anno".

Chi non ha lavorato nella notte, lavorerà oggi, nel giorno di Capodanno. "Ma, per tutti noi - incalza Leone - sarà una giornata come un’altra: non respiriamo aria di festa, siamo stanchi e provati. Pochi minuti fa ho sentito una collega risultata positiva al Covid e dunque in isolamento, la quale mi ha detto che ormai nemmeno la Tachipirina 1000 e il cortisone le fanno effetto, che il letto è diventato il posto più brutto del mondo e che la notte le pare sempre più lunga. La mattina, quando si sveglia, a fatica riesce a svitare la caffettiera e prepararsi un caffe, tanta è la stanchezza, poi ha aggiunto che quel caffè le sa di sale e che l’acqua che beve non la disseta. Nonostante il suo stato di salute, piangendo mi ha confidato che non vede l’ora di tornare presto in reparto a dare una mano ai colleghi e assistere gli ospiti. A tutti gli infermieri, oss, medici, ostetriche, fisioterapisti, tecnici di radiologia, di laboratorio, equipaggio 118, addette alle pulizie, alle mense a tutti gli operatori sanitari che sono in servizio la notte del 31 dicembre, auguriamo un buon anno. Un augurio speciale anche ai malati e ai loro familiari e soprattutto ci auguriamo che questo maledetto 2020 passi in fretta e che tutto diventi soltanto un lontanissimo ricordo".

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