Eterna riconoscenza ai 9 partigiani teatini fucilati a Pescara

La manifestazione a Colle Pineta di Pescara in occasione del 70esimo anniversario della fucilazio e di 9 Martiri Partigiani teatini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

“Attori della Libertà”. Così ha voluto rendere omaggio, con una definizione veramente splendida, a oltre 100 alunni e alunne della scuola elementare “11 febbraio 1944” di Colle Pineta di Pescara, il viceprefetto Vicario di Chieti Domenica Calabrese, nel corso di un breve ma incisivo intervento sugli alti valori della Libertà e della Democrazia presenti nella nostra Costituzione repubblicana, svolto nel piazzale della scuola dove l’11 febbraio 1944, 70 anni fa, 9 giovanissimi Partigiani teatini-Pietro Cappelletti, 28 anni; Nicola Cavorso, 28 anni; Alfredo Grifone, 25 anni; suo fratello Aldo, 20 anni; Stelio Falasca, 18 anni; Massimo Di Matteo, 18 anni; Aldo Sebastiani, 17 anni; Raffaele Di Natale e Vittorio Mannella - furono barbaramente trucidati dai nazifascisti.

La dott.ssa Calabrese è intervenuta- come il Prefetto, il Sindaco, il presidente della Provincia di Pescara- in questa commemorazione che si ripete da anni e che da sempre registra la vergognosa assenza del Sindaco, degli assessori ed anche di quei consiglieri comunali di destra di Chieti sempre pronti a organizzare iniziative che vedono protagonisti ex gerarchi fascisti o loro familiari, come è successo ieri con la discutibile installazione di una targa dedicata a Norma Cossetto, giovane barbaramente seviziata e gettata, come si faceva allora con tutti coloro che non erano d’accordo con la politica portata avanti dal Maresciallo Josip Broz Tito – sacerdoti cattolici, comunisti italiani, socialisti, persone normali apolitiche ecc.- di cui ho già scritto in un precedente articolo. Presenza e collocazione di una targa, da parte del sindaco e dei suoi seguaci, ad una persona che brutalmente torturata, seviziata, stuprata vigliaccamente da un manipolo di delinquenti, gettata ancora viva in una fossa, nulla tuttavia aveva ed ha a che fare- come l’altra demenziale proposta di intitolare una via a Oriana Fallaci- con la storia della nostra città. Se si deve intitolare una via ad una donna di prestigio, perché non pensare, allora, a Rita Levi Montalcini, Grazia Deledda, Nilde Iotti, prima donna Presidente della Camera, che non mi pare facciano parte, con altre donne meritevoli, della toponomastica cittadina? Il sindaco Di Primio partecipa, col consigliere Di Paolo, a queste manifestazioni di parte.

Silenzio e assenza, al contrario, a partecipare ad una commemorazione in onore dei 9 Martiri teatini che sono stati fucilati dai nazisti tedeschi con la complicità dei fascisti italiani, per difendere i valori della Libertà e Democrazia. Le insegnanti della Scuola “11 febbraio 1944” Hanno preparato, con la bella collaborazione dei giovanissimi alunni, uno spettacolo che è durato oltre due ore. Sono stati letti messaggi, liberati palloncini bianchi contenenti i nomi dei 9 Patrioti fucilati, sono state intonate canzoni inneggianti alla pace, al ritmo del rap, da questi giovanissimi “attori di Libertà” che hanno saputo coinvolgere anche la commossa partecipazione dei numerosissimi presenti, parenti dei Partigiani fucilati e dei giovani alunni. Alla fine, in cerchio, prima della consegna del “Filo della Memoria” da parte degli alunni delle quinte classi a quelli delle quarte, i ragazzi e le ragazze hanno demolito, a calci, due muri di cartongesso su cui erano scritte parole come “odio, rancore, violenza, bullismo, emarginazione, razzismo, discriminazione, indifferenza “ e liberato centinaia di palloncini colorati ed hanno danzato, collettivamente, agitando fazzoletti con i colori dell’arcobaleno, simbolo di pace, fratellanza, amicizia tra i popoli. Chieti, 11 febbraio 2020 Giustino Zulli Vice Presidente Vicario sez. ANPI “Alfredo Grifone m.o.v.m.”

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