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Francavilla: la nazionale di paraciclismo incontra i ragazzi delle medie

Curiosità e domande degli studenti che hanno accolto i campioni arrivati in bici e handbike sventolando bandierine tricolori

Incontro della nazionale di paraciclismo, in ritiro a Francavilla al Mare, questa mattina (giovedì 7 aprile), con gli allievi delle scuole medie Masci e Michetti. Gli atleti sono arrivati al palsport con bici ed handbike, accolti dai ragazzi che sventolavano bandierine tricolori. E gli studenti hanno ascoltato con attenzione le loro storie. 

Pierpaolo Addesi, del team Addesi Cycling, ha fatto gli onori di casa, insieme all'assessore allo Sport Rocco Alibertini, presentando il team di tecnici e preparatori e gli atleti, da Alex Zanardi a Vittorio Podestà, Luca Mazzone, Francesca Porcellato, e il commissario tecnico Mario Valentini. Fra le storie che più hanno colpito i ragazzi, quella del carabiniere Luca Di Loreto, 35 anni, di Castel di Sangro (L'Aquila) che nel 2012, in missione, rimase ferito in un incidente stradale: il mezzo Lince su cui viaggiava in torretta, insieme a 4 commilitoni, si ribaltò. Subì gravi lesioni alla colonna vertebrale, per cui perse l'uso delle gambe. Oggi è nella nazionale di ciclismo paralimpico. 

“Questa Nazionale – ha esordito Mauro Marrone, presidente Fci Abruzzo – è il fiore all'occhiello, onore e gloria della Federazione... Quante medaglie ha vinto fino ad oggi, e da oggi promette di fare ancora meglio... Nella nostra regione la Nazionale è di casa. Loro ci insegnano che, nella vita, ci sono valori più importanti di altri...”.

Il ct Valentini: “La disabilità è un problema di tutti, ma a volte non ti accorgi che esiste. Questi sono atleti eccezionali, con storie eccezionali”. Tante le domande poste dagli studenti, incalzati dal giornalista Paolo Durante, che ha moderato l'iniziativa, andata avanti tra commozione ed applausi. E poi, a conclusione, “assalto” dei ragazzi ad Alex Zanardi, un po' il simbolo di una Nazionale tra le più forti in assoluto. Tra autografi e selfie, Zanardi si è soffermato a chiacchierare con gli studenti, fino a che, dopo la foto di gruppo, è scivolato via con la sua handbike. Le Olimpiadi di Rio? “Ci sto lavorando – ha detto Zanardi -. Me le voglio godere, e quindi farò tutto con calma. Sperando di agguantare un buon risultato, una bella vittoria. E sono oltremodo orgoglioso di poter contribuire a rendere ancora più grande questa Nazionale: la mia esperienza e la notorietà acquisita per le mie vicende personali possono e devono essere una bandiera per avvicinare maggiormente le persone al mondo del paraciclismo. Come la mia, in questo gruppo – che è ormai una famiglia -, ci sono tante storie da raccontare e che speriamo vengano prese come esempio per non arrendersi mai nella vita”. 

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