Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Marrucino: fiore all'occhiello o spina nel fianco? Giustizia Sociale chiede un confronto

La segreteria del partito invita il sindaco di Chieti a promuovere un incontro con tutti coloro che in questi anni hanno partecipato alla vita del teatro: "I cittadini sono disorientati dal continuo scaricabarile delle responsabilità delle gestioni fallimentari cnegli ultimi 15 anni"

Il teatro Marrucino è ancora il fiore all’occhiello culturale della città o è diventato negli anni un peso economico che ha il sapore di spina al fianco di ogni amministrazione teatina?

Se lo chiede Giustizia Sociale che propone un confronto pubblico “per ripristinare la verità sul teatro Marrucino". L’invito è rivolto al sindaco Di Primio. al senatore Di Stefano, al dottor Bigi, al maestro Rendine, all’avvocato Raimondi, all'ex sindaco Ricci e a tutti coloro che in questi anni hanno partecipato politicamente e amministrativamente alla vita del teatro.

“Da anni la questione teatro Marrucino è circondata da una fitta nebbia” dichiara Lorella Serano, segretaria cittadina del partito, che chiede: “dove sono finiti il teatro, l'orchestra e gli orchestrali? Cosa è successo in questi anni e cosa c'è di vero nelle dichiarazioni rese dai tanti personaggi politici e non che si sono susseguiti nelle trascorse amministrazioni? Hanno parlato di un teatro collassato dai debiti, di stagioni teatrali troppo onerose, di graduatorie dubbie ma c'è anche qualcuno che afferma il contrario. Visto che il teatro rappresenta una ricchezza per la città ed è simbolo stesso della cultura cittadina crediamo che sia arrivato il momento di ristabilire la verità”.

Giustizia Sociale allora invita il sindaco Di Primio a promuovere un incontro per dare delle risposte ai cittadini, “disorientati dal continuo scaricabarile delle responsabilità delle gestioni fallimentari che si sono succedute negli ultimi 15 anni Anche perché – aggiunge Lorella Serano - sono in molti a chiedersi se un teatro che non fa più produzione, che non ha un’orchestra propria e che si limita a mettere in scena solo spettacoli di medio livello può ancora definirsi tale. Se ci sono delle responsabilità gestionali qualcuno ne dovrà rispondere”.

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