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Scaduto il piano regionale di controllo del cinghiale: guardie venatorie e polizia provinciale non possono intervenire

L'ex assessore Pepe punta il dito contro la giunta Marsilio e si mette a disposizione a dare il suo contributo

Immagine di repertorio

Il piano regionale di controllo del cinghiale è scaduto il 31 dicembre, ma dalla giunta Marsilio, accusa l'ex assessore regionale Dino Pepe, oggi vice capogruppo del Partito Democratico, "ancora non ci sono notizie su cosa vogliono fare, se intendano prorogarlo o presentarne uno nuovo".

"Intanto, però, è tutto fermo: le varie polizie provinciali - incalza - ricevono quotidianamente segnalazioni di scorribande di cinghiali che distruggono i campi ed i raccolti, che in alcuni casi sconfinano anche in prossimità dei centri abitati, con il serio rischio di provocare gravi incidenti stradali, ma in assenza di un quadro normativo aggiornato non possono intervenire. Discorso identico per le guardie venatorie, che non possono svolgere i cosiddetti abbattimenti selettivi che, negli ultimi anni, hanno permesso di contenere il crescente aumento di questi animali, e di conseguenza, i loro danni sul territorio”.

L’ultimo piano regionale di controllo del cinghiale fu approvato dalla passata giunta il 9 febbraio 2017, per consentire l’abbattimento della specie per l’intero anno, anche negli istituti di tutela e nei periodi di caccia chiusa. Poi, dal 2018, il piano da annuale diventò triennale, fino a fine 2020.

“Si è trattato di uno strumento importante per la nostra regione, che venne concertato con tutte le parti in causa e concepito espressamente per il controllo delle popolazioni di cinghiale ed il contenimento degli impatti che la specie provoca all’agroecosistema – sottolinea Dino Pepe – non è quindi possibile rimanere troppo a lungo nell’attuale limbo: si rischia infatti di vanificare quanto di buono fatto nel contenimento della specie e di provocare incalcolabili danni ai coltivatori ed agli allevatori abruzzesi, senza dimenticare i pericoli per le popolazioni che vivono nei comuni montani che sempre più spesso si ritrovano questi animali selvatici fuori dalle proprie abitazioni, tanto che sono arrivati anche sulla costa e nei centri abitati della pianura”.

“Chiedo quindi all’assessore Imprudente ed al governatore Marsilio di affrontare con urgenza il tema del piano regionale di controllo del cinghiale – conclude il vice-capogruppo regionale del Partito Democratico – in ballo c’è il futuro di un ecosistema fragile e complesso, oltre agli interessi di tanti operatori economici che chiedono risposte. Personalmente, vista l’esperienza maturata in questo settore e nella stesura del precedente regolamento, sono a disposizione per offrire il mio contributo".

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