Senza fondi regionali da quasi un anno: anziani e disabili ospiti di una residenza devono pagare di tasca propria

Il caso della San Giorgio di Treglio sollevato dal vice presidente della commissione Sanità Taglieri

Rischiano di non ricevere più le adeguate cure gli anziani e i disabili ospiti della residenza San Giorgio, a Treglio, perché da quasi un anno non arrivano i contributi della Regione. 

Il caso è sollevato dal vice presidente della commisisone Sanità, Francesco Taglieri, che già qualche mese fa aveva chiesto conto al dipartimento regionale competente. 

La San Giorgio è una residenza per anziani e disabili autosufficienti accreditata e ospita 48 persone, 20 anziani e 28 disabili. La Regione deve coprire rispettivamente il 25% e il 70% dei costi delle spese sanitarie. Tuttavia, secondo quanto denuncia il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, gli ospiti sono "costretti a pagare di tasca propria un servizio che spetta loro dalla Asl”.

Per questo, Taglieri solleccità l'assessore alla Sanità Nicoletta Verì a intervenire con urgenza: "Il San Giorgio rientra in quelle strutture private di cui si serve la sanità pubblica regionale in mancanza di posti letto o di attrezzature adeguate. Non si capisce perché, quindi, i pazienti che la Asl ha affidato alla struttura devono essere penalizzati e rimetterci in termini economici e di salute. Si parla di famiglie con disabili a carico e persone anziane non autosufficienti, e la Regione le abbandona? Ritengo questo stato di cose inaccettabile! Tanti sono i familiari dei pazienti che mi hanno scritto con toni disperati perché non possono continuare a pagare ancora per molto la retta dei propri cari. Riporterò la questione sui tavoli istituzionali e pretenderò un intervento immediato e spiegazioni chiare".

A febbraio, il dirigente del dipartimento Salute aveva spiegato a Taglieri che, per erogare i fondi, si sarebbe dovuta attendere la nomina del direttore sanitario regionale. Un mese fa, per questo incarico è stato scelto Claudio D'Amario, ma i fondi non si sono ancora sbloccati. 

"In situazioni come quella del San Giorgio - aggiunge il consigliere pentastellato - emergono le carenze croniche nella qualità dei servizi a causa della mancanza di un piano sanitario adeguato, di una visione su rete Covid, rete ospedaliera, servizi integrati in compartecipazione sanitaria e tutti gli altri aspetti di primaria importanza che dovrebbero essere inseriti costantemente nei lavori di questo consiglio regionale. Dati alla mano, quindi, ci si rende conto che siamo ancora all’anno zero per garantire all’Abruzzo un’offerta sanitaria adeguata, e questo in un momento difficile come quello che stiamo vivendo ora a causa della pandemia mondiale che ci ha investito, è davvero inaccettabile", conclude Taglieri. 

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