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D'Amico su consigli provinciali unitari

Il Pd invia una nota di richiesta dei consigli provinciali unitari di Chieti, L'Aquila, Teramo e Pescara

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Gentilissimo PRESIDENTE,
l’avvento del nuovo governo, presieduto dal professor Mario Monti, potrebbe invertire la triste tendenza portata tenacemente avanti dal precedente che ha mortificato il ruolo delle autonomie locali vessandole in ogni modo sia con progressivi tagli nei trasferimenti che nei ruoli e competenze; tutto ciò in barba ai reiterati annunci del processo di federalismo ed al fatto che, tutte le istituzioni (comuni, province e regioni), sono enti rappresentativi della volontà popolare contro un parlamento che non lo è affatto.
Quello che è avvenuto in questi anni a danno delle autonomie locali rimarrà iscritto nella storia come il periodo peggiore perché, grazie al grande apparato di potere mediatico di cui gode ancora la maggioranza che ha sostenuto il governo precedente ed il suo leader, è stato fatto di tutto per far credere alla pubblica opinione che nel territorio si consuma il maggior “costo della politica” quando, ben sappiamo, che così non è affatto; il ddl costituzionale di “soppressione” delle province rientra in questa filosofia suicida ed è stato elaborato solo per alimentare una strumentale demagogia  parlando alla “pancia” della gente.
La viva speranza è che il nuovo governo riporti serenità di giudizio, equilibrio relazionale tra le istituzioni e di gestione della cosa pubblica; quindi, con la presente nota, Le chiedo formalmente, in qualità di presidente dell’Unione delle Province Abruzzesi (U.P.A.) di convocare l’assemblea plenaria dei consigli provinciali per esprimere e deliberare il più totale disappunto verso i contenuti del ddl costituzionale di cui sopra chiedendo, a governo e parlamento, un ridisegno complessivo dei ruoli e competenze di tutta l’architettura istituzionale ove alle province, pur riviste come ambiti e numero, sia conferito un ruolo più attuale e confacente quello storico.
Tutto ciò non per difendere la “poltrona” ma il principio legato eticamente alla democrazia rappresentativa, impunemente calpestato dal vecchio governo e dalla maggioranza che lo sosteneva, ed alla necessità che i tagli avvengano veramente laddove sono noti ed evidenti a tutti.
Certo di una sua totale condivisione e di un solerte assecondamento la mia istanza, con l’occasione, La saluto cordialmente

Il capogruppo consiliare del P.D.
( Agr. Camillo D’AMICO )
 


 

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