Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Cinque consiglieri contro il vice sindaco Di Paolo, annunciano mozione di sfiducia

Di Renzo, Ginefra, Aceto, Di Labio e Marco Di Paolo definiscono "populista" l'annuncio del vice sindaco di dimezzarsi le indennità da assessore e chiedono di rimuoverlo dalla delega ai servizi cimiteriali per risparmiare fondi pubblici

Arrivano le reazioni all’annuncio del vice sindaco Bruno Di Paolo di dimezzarsi le indennità di assessore. La definiscono “un’azione populista” in un comunicato congiunto i consiglieri comunali Palmerino Di Renzo (Alleanza per Di Primio), Enzo Ginefra (Pdl), Gianni Di Labio (Popolo di Chieti), Liberato Aceto (Uniti per Chieti) e Marco Di Paolo (Gruppo misto). I cinque annunciano anche una mozione di sfiducia contro il vice sindaco.

“Il vice sindaco Di Paolo – scrivono - dopo aver passato anni seduto in giunta comunale facendo poco o nulla, con l’approssimarsi della data delle elezioni regionali, avendo quale obiettivo la propria ricandidatura a consigliere regionale, ha deciso di aprire la sua personale campagna elettorale utilizzando la più classica azione propagandistica ovvero quella di gettare fango addosso a tutti per apparire l’unico salvatore della patria”

Secondo i consiglieri Di Paolo non potrebbe ridurre il suo compenso perché “non è possibile rinunciare a metà della retribuzione prevista per legge”. E assicurano “sarà nostra massima premura certificare, con prove inoppugnabili, che il vice sndaco dal prossimo mese rinuncia alla metà del proprio compenso che, se non potrà rimanere direttamente nelle casse comunali, dovrà realmente destinare ai più poveri e bisognosi della città”.

I consiglieri ricordano che al contrario degli assessori non percepiscono uno stipendio, ma solo gettoni di presenza. “Se un consigliere viene chiamato – precisano - secondo regolamento, a partecipare a tutte le commissioni ed ai consigli comunali, in numero non inferiore a tredici sedute mensili, potrebbe arrivare a percepire al massimo 500 euro nette”. Dati pubblici, a disposizione dei cittadini e di tutti coloro che ne volessero prendere visione, specificano.

I consiglieri ricordano che nei primi nove mesi del 2012 le sedute e i relativi costi pubblici sono calati rispetto allo stesso periodo del 2012. Da gennaio a settembre dell’anno scorso ci sono state 181 commissioni consiliari, contro le 126 di quest’anno, il 30 per cento in meno. I capigruppo si sono riuniti 23 volte, il 15 per cento in meno delle 27 del 2011. Le sedute del consiglio comunale si sono invece alzata da 24 a 28, ma nel computo rientrano anche i consigli straordinari convocati per discutere del riordino delle province e delle soluzioni per salvare il commercio cittadino. 

E nel snocciolare i dati non mancano accuse a Bruno Di Paolo: “Lui ha già dato un saggio di incapacità politica all’inizio del suo mandato – scrivono i consiglieri -  con la indispensabile e plurima rivisitazione di atti riguardanti il suo assessorato e quindi ci sembra più che doveroso ridurre di un altro 50 per cento  il suo stipendio attuale portando a zero attraverso l’unico atto possibile: una mozione di sfiducia che presenteremo in consiglio comunale”. Un atto politico, lo definiscono, per chiedere la rimozione del vice sindaco quale delegato del sindaco per ridurre gli sprechi. “Per quanto attiene la delega ai Servizi Cimiteriali – spiegano i cinque consiglieri – può essere assegnata a costo zero per la collettività ad un consigliere comunale, come da noi già richiesto molte volte nel passato”.

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