Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Mancano i numeri nel centrodestra: salta il consiglio comunale

L'assemblea fissata per oggi in prima convocazione è stata rinviata a lunedì, ma Raimondi punta il dito contro il centrodestra e chiede al sindaco di "far pronunciare i cittadini, perché non può più contare sulla maggioranza che ha vinto le elezioni"

Avrebbero dovuto discutere delle nomine per il nuovo collegio dei revisori dei conti del Comune, in carica per il triennio 2018-2020 e del nuovo regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, a cui le commissioni lavorano sin dai primi mesi dalla nuova consiliatura. Eppure, questa mattina, nell'aula consiliare non c'erano abbastanza consiglieri per raggiungere il numero legale e rendere valida la seduta fissata in prima convocazione. Così, il consiglio slitterà a lunedì 15 ottobre, in seconda convocazione, senza bisogno di numeri così rigidi per l'appello. 

Non è la prima volta che accade e non sono infrequenti le assenze dei consiglieri di entrambi gli schieramenti. Tuttavia, questa volta il capogruppo de L'Altra Chieti, Enrico Raimondi, punta il dito contro la maggioranza di centrodestra e contro il sindaco Di Primio: 

È evidente che il Sindaco Di Primio non può più contare sulla maggioranza che ha vinto le elezioni comunali e sarebbe opportuno, a questo punto, verificare se c’è ancora un numero sufficiente di consiglieri comunali disposti a sostenere ancora questa giunta.

Forse sarebbe il caso di far pronunciare i cittadini, mettendo fine ad una esperienza amministrativa da più punti di vista fallimentare.

L'ultimo episodio eclatante risale allo scorso giugno, quando fu proprio il primo cittadino a chiedere ai suoi di uscire dall'aula nel corso della discussione sulla tassa di soggiorno, dopo l'approvazione di un emendamento che stabiliva l'introduzione della gabella dal 2019 e non dall'immediato. 

Per Bruno Di Paolo, capogruppo di Giustizia Sociale, 

il primo banco di prova si è rilevato l'ennesimo flop della coalizione che, al consiglio comunale di oggi, non è riuscita nemmeno a garantire il numero legale per poter far partire i lavori. Un vero e proprio messaggio dall'inequivocabile sapore dell'avvertimento da parte di qualche partito di maggioranza, ansioso di passare alla conta e, quindi, al "peso numerico" in vista del rimpasto di giunta annunciato dal primo cittadino.

Senza considerare il solito stucchevole giochetto dei "malpancisti solitari" sempre in cerca di occasioni per rivendicazioni personali ed ora,  con l'approssimarsi della scadenza della consiliatura, anche posizionamenti politici di convenienza con fughe politiche in avanti. Se queste sono le premesse, non è difficile preventivare che per il sindaco Di Primo, questo scorcio di consiliatura, non sarà certo una passeggiata  e pagarne le spese sarà, oltre naturalmente la comunità cittadina, anche e soprattutto la sua giacca..... Tirata da tutte le parti.

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