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Lunedì, 27 Maggio 2024
Politica Lanciano

"Lanciano ha scelto me, Fdi ne tenga conto": il messaggio di Nicola Campitelli agli alleati

L'assessore regionale uscente, il più votato in città con quasi duemila voti, rischia di rimanere fuori dalla giunta bis di Marsilio: "Il sovraffollamento di candidati mi ha danneggiato, chi deve se ne assuma la responsabilità politica"

Le 8.463 preferenze ottenute nelle elezioni regionali del 10 marzo, di cui 1.945 solo a Lanciano, probabilmente non basteranno a Nicola Campitelli per essere riconfermato nella giunta bis del presidente Marco Marsilio.

Ma, forte di questo bagaglio di voti, l'ex assessore regionale a urbanistica e ambiente può togliersi qualche sassolino dalle scarpe e rivendicare un peso maggiore in Fratelli d'Italia. Il partito di Giorgia Meloni lo ha accolto dopo che, l'estate scorsa, ha abbandonato la Lega.

“Non ho perso voti con il cambio politico, anzi li ho aumentati – sottolinea Campitelli – abbiamo dimostrato che quelli di 5 anni fa non erano i voti della Lega. A Lanciano il 'progetto Campitelli' funziona e vale. Non siamo una semplice corrente, abbiamo un peso di quasi duemila voti e di questo andrà tenuto conto”, è il messaggio agli attuali vertici cittadini e provinciali di FdI.

È soprattutto all'attuale coordinatore cittadino, Gabriele Di Bucchianico, che ha parlato espressamente della mancata elezione di un lancianese al consiglio regionale, che sono indirizzate le dichiarazioni di Campitelli, originario di Castel Frentano. “È un discorso ridicolo e infantile quello della residenza – commenta - Lanciano è la città che mi ha adottato, dove sono cresciuto, dove lavoro. È una città che mi appartiene e che mi ha dato l'onore di essere il candidato più votato. Un risultato che assume una valenza maggiore perché, soprattutto qui, c'è stato un sovraffollamento di candidati. Senza questa parcelizzazione del voto, avrei sfondato il tetto delle 10mila preferenze”.

Il riferimento è alla candidatura del collega di partito, l'assessore comunale Paolo Bomba, che ha convogliato su di sé 2.993 preferenze in tutta la circoscrizione e 1.634 a Lanciano. “I vastesi sono stati più furbi dei frentani – dice ancora Campitelli – Lanciano aveva il suo assessore, ma adesso c'è il rischio concreto che non ce l'abbia più, perché qualcuno ha preferito far votare persone di altri territori. Oggi queste persone devono assumersi la responsabilità politica di questa mancanza”.

Un ringraziamento va ai suoi 'fedelissimi', il vicesindaco Danilo Ranieri e i consiglieri comunali Michele La Scala, Dalila Di Loreto e Giuseppe Luciani, che lo hanno seguito dopo l'uscita dal Carroccio. “Meritano massima stima – dice Campitelli - Hanno subito attacchi e pressioni pesanti ma non si sono mai tirati indietro. Sul loro futuro (in consiglio comunale adesso sono al gruppo misto, ndc) ci siederemo a ragionare”.

Storica riconferma di Marsilio alla guida della Regione Abruzzo, ma a Lanciano per 32 voti ha prevalso lo sfidante Luciano D'Amico (Patto per l'Abruzzo). “È un segnale che gli elettori hanno dato, una riflessione va fatta – ammette Nicola Campitelli – Io sono stato il più votato perché i lancianesi hanno premiato chi ha lavorato per la città: in 5 anni ho portato a Lanciano 135 milioni di euro, nessun altro lo ha fatto negli ultimi 30 anni. Sono stati apprezzati i risultati di peso prodotti per la città: l'università, la pista ciclabile sull'ex tracciato, 118 milioni per il nuovo ospedale, un milione per il parco Diocleziano. Non è scontato che questi soldi siano arrivati qui. C'è ancora tanto da fare per Lanciano, per l'intero territorio e per l'Abruzzo. Continuerò a farlo indipendentemente dal ruolo che il presidente Marsilio vorrà riconoscermi”.

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