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Autisti del 118 in servizio senza i requisiti previsti dalla legge? I 5 stelle vogliono vederci chiaro

La consigliera regionale Marcozzi ha presentato un'interpellanza dopo aver saputo, per vie informali, che alcuni operatori non abbiano i 5 anni di esperienza obbligatori dalla normativa

Interpellanza della consigliera regionale Sara Marcozzi del Movimento 5 stelle per chiedere verifiche sui requisiti degli autisti del servizio 118. Secondo alcune notizie ricevute dal Movimento, infatti, la Asl Lanciano-Vasto-Chieti non avrebbe rispettato dettati normativi sul trasporto nell'emergenza-urgenza.

La norma, infatti, prevede che l'autista-soccorritore abbia almeno 5 anni di esperienza prima di mettersi alla guida dell'ambulanza per il servizio di emergenza-urgenza. 

Ma, rivela Marcozzi, “ci è stato segnalato che alcune agenzie interinali e cooperative private che si sono aggiudicate il bando per la gestione del servizio fornirebbero mezzi con personale non idoneo a quanto prescritto dalla norma. In particolare, pare che gli autisti non abbiano l'adeguato livello di esperienza; “è evidente - aggiunge - che il trasporto di emergenza-urgenza del 118 è di strategica rilevanza. Salvare o meno una vita può dipendere anche dall’esperienza dell’autista e se la segnalazione che ci è arrivata corrispondesse a realtà ci troveremmo di fronte a fatti molto gravi. Per questa ragione ho depositato una interpellanza per fare luce sulla questione”.

“Chiediamo - prosegue - che le regole che valgono per il pubblico, siano rispettate anche dal privato. Nessun operatore privo dei 5 anni di esperienza come pre-requisito potrebbe partecipare a un bando pubblico; lo stesso deve valere per le cooperative private che svolgono il servizio in affidamento”. 

Ma, per migliorare il servizio, il Movimento 5 stelle propone un cambio di rotta: “A nostro avviso - spiega Marcozzi - la figura dell’autista del 118 deve essere reinternalizzata: parliamo di figure di cui la Asl e la comunità avranno sempre bisogno, il ricorso alle cooperative esterne è una follia che produce costi più elevati e livelli di qualità più bassi. L’ultimo avviso è stato bandito nel 2005 e nel 2013 si è attivato un avviso per procedure di mobilità interregionale. Da allora niente. La Asl dovrebbe immediatamente indire un avviso pubblico per la selezione di queste figure e, nella more, controllare che le cooperative a cui ha affidato il servizio rispettino le regole” conclude Marcozzi.

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