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Domenica, 5 Febbraio 2023
Politica Guardiagrele

Guardiagrele, la Corte dei conti si esprime favorevolmente sulla dichiarazione di dissesto

Chiarezza sulla gestione finanziaria del Comune. Nella Camera di consiglio dello scorso 7 dicembre, la Corte dei conti ha esaminato i bilanci 2019 e 2020 del Comune

La Corte dei conti fa chiarezza sulla gestione finanziaria del Comune di Guardiagrele: nella Camera di Consiglio dello scorso 7 dicembre, la Corte dei conti ha esaminato i bilanci 2019 e 2020 del Comune di Guardiagrele e si è espressa favorevolmente sulla dichiarazione di dissesto che l’attuale amministrazione ha adottato con delibere n. 44/2021 e 39/2022.
“La Corte – riferisce il sindaco di Guardiagrele Donatello Di Prinzio - ha valutato la documentazione contabile del Comune e ha formulato le sue considerazioni sull’operato della precedente amministrazione entrando nel merito della gestione contabile della giunta Dal Pozzo: tra le molteplici criticità, ha evidenziato testualmente una situazione di grave tensione finanziaria, con un disavanzo latente occultato nei pregressi esercizi finanziari, attraverso il mancato rispetto del principio di prudenza, con una protratta sovrastima delle entrate, che ha generato il progressivo accumulo negli anni di residui insussistenti, accompagnato da una costante sottostima del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Per la Corte, l’ente ha gestito livelli di spesa che, a priori, non erano sostenibili viste le risorse accertate; la gestione delle scritture contabili è avvenuta in modo non conforme ai principi vigenti; i precedenti rendiconti sono stati alterati dalla presenza dei residui; la mancata congruità del fondo crediti di dubbia esigibilità ha avuto ripercussioni sul risultato di amministrazione”.

Per quanto riguarda la procedura di dissesto finanziario e le scelte compiute dall’attuale amministrazione, la Corte dei conti “ha accertato la corretta individuazione da parte del Comune di un disavanzo al 31.12.2020 di 3.390.015,81 euro, con fattori complessivamente idonei a determinare una situazione di dissesto per ragioni finanziarie, nonché la congruità delle motivazioni; ha qualificato come necessitata la dichiarazione di dissesto; ha rilevato come il dissesto ristabilisca la certezza delle scritture contabili con una imprescindibile cesura rispetto alle gestioni precedenti ed  ha osservato che, se il consiglio non avesse adottato tale scelta, sarebbe stata avviata la procedura del dissesto guidato, attivabile d’ufficio dalla stessa Corte dei conti". 

Inoltre, la Corteha ribadito "che la procedura del Piano di riequilibrio non è obbligatorio e non vi è il vincolo di subordinazione tra le due misure (piano di riequilibrio e dissesto), ma che lo stato di dissesto può essere dichiarato anche con l’adozione del Piano di riequilibrio. E che la regola ragionevole ed adeguata rimane quella della procedura di dissesto”.

"Avremmo voluto amministrare un Comune sano – commenta Di Prinzio - invece abbiamo dovuto affrontare una drammatica crisi finanziaria che ci ha portato, dopo una attenta e sofferta riflessione, a percorrere la strada del dissesto. Strada non facile se unita anche ai rincari delle materie prime e alla crisi energetica. Ci conforta quanto dichiarato dalla Corte dei Conti che evidenzia la nostra correttezza nella gestione finanziaria e nella adozione degli atti, per dare soluzione alla crisi. È la gestione della precedente amministrazione che, di conseguenza, ha prodotto disagi nei confronti dei cittadini e degli operatori economici, nonché difficoltà nella nostra quotidiana attività amministrativa. Ringrazio l’assessore al Bilancio Pierluigi Dell’Arciprete per aver condotto tutta la fase di ricognizione e di accertamento con estrema serietà e professionalità, guidando gli uffici in questo gravoso percorso.
Le critiche verso questa amministrazione, da parte di chi in cinque anni ha provocato tale situazione, non mi scalfiscono, perché create ad arte.

Noi ci siamo assunti la responsabilità di affrontare e dare soluzione a questa difficile situazione, Dal Pozzo e il suo gruppo dovrebbero avere altrettanto coraggio nel riconoscere le proprie responsabilità”.
 

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