Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Comune di Chieti, Febo lancia l'allarme dissesto finanziario

Per il consigliere di opposizione l'amministrazione ha condotto una "gestione folle", con scarse entrate che sfoceranno nel divieto di mutui e di assunzioni. Intanto la maggioranza vacilla: lunedì ennesimo consiglio saltato per mancanza di numero legale

Luigi Febo (Chieti per Chieti) lancia l’allarme per il dissesto finanziario del comune, mentre la maggioranza sembra vacillare. Lunedì (17 settembre) il consiglio comunale per l’approvazione dei consuntivi di bilancio 2011 è saltato per mancanza del numero legale. Uno scenario sempre più frequente negli ultimi tempi, che fanno pensare ad una maggioranza sempre più debole. 

Intanto il consigliere di opposizione Febo non risparmia gli attacchi all’amministrazione Di Primio. Parla di entrate difficilmente realizzabili, al punto che “scatterà il divieto di assunzione e i 42 impiegati a tempo determinato rimarranno a casa con grave disagio negli uffici; il comune non potrà contrarre mutui, ci sarà una riduzione dei trasferimenti delle risorse del 3 per cento e gli amministratori avranno una riduzione dei compensi del 30 per cento”. 

Inoltre Febo prevede di difficile attuazione il patto di stabilità perché “se è vero come è vero che il patto di stabilità per il 2012, secondo il monitoraggio effettuato a marzo non risulta essere rispettato per 11 milioni e 600 mila euro e che l’importo massimo di “sforamento” consentito è di 14 milioni e 500 mila euro, è legittimo pensare che già ad oggi siamo fuori del Patto di Stabilità”. In più sono già noti i problemi finanziari delle società partecipate e dell’azienda sanitaria municipale.

“Nonostante i richiami del Collegio dei Revisori dei Conti – prosegue Febo - la giunta Di Primio porterà in Consiglio Comunale per l’approvazione un  bilancio previsionale 2012 che autorizzerà una gestione folle delle risorse dell’Ente. Un previsionale infarcito di artifici contabili come alienazioni immobiliari irrealizzabili, recupero Ici abnorme, oneri di urbanizzazione fantasmagorici. Senza dimenticare i debiti fuori bilancio di non poco conto - in particolare quello dell’ex Ipab case di riposo già maturo dal 2010 e non ancora riconosciuto dal consiglio comunale - che pongono un serio dubbio sul permanere degli equilibri finanziari. L’amministrazione Di Primio – conclude - oggi sta utilizzando impropriamente i fondi Pisu, destinati alla realizzazione di opere pubbliche come cassa, per far fronte a spese per servizi indispensabili. Se non ci fossero questi 6 milioni, ci chiediamo insieme ai revisori dei Conti, cosa succerebbe?”.

 

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