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Dl Enti locali, Di Primio scrive a Mattarella

Il sindaco chiede l'intervento del presidente della Repubblica: "Le sanzioni risultano anacronistiche e penalizzanti per i Comuni come Chieti"

Per modificare il D.L Enti Locali il sindaco Di Primio, vicepresidente nazionale dell’Anci, ha scritto al presidente della Repubblica Italia Sergio Mattarella. Nella lettera Di Primio chiede un intervento autorevole sulle questioni contingenti riguardanti le modifiche necessarie decreto legge, in particolare quelle relative alle “Sanzioni Patto 2015” e in tema di personale.

“Le sanzioni – commenta Di Primio - così come previste, risultano anacronistiche, visto il superamento del patto dal 2016 e discriminanti nei confronti di quei Comuni che non sono città metropolitane. L’Anci, consapevole della disparità di trattamento che si creerebbe all’interno del sistema tra comuni e città metropolitane e tra comuni e province, per ristabilire il generale principio di equità cui deve uniformarsi l’attività del Legislatore e di eguaglianza tra istituzioni repubblicane (ha presentato un emendamento all’art. 7 del D.L. 113/16 tendente a ricomprendere, tra gli enti locali beneficiari degli effetti del riformulato art. 7, tutti i Comuni che si trovino nella condizione di violazione del Patto”.

L’eliminazione delle sanzioni è stata chiesta per tutti i Comuni che hanno sforato il Patto a causa: del mancato pagamento, in favore dei Comuni, di quanto loro dovuto da parte di amministrazioni pubbliche; della necessità di rendicontare al dicembre 2015 interventi cofinanziati da fondi comunitari; della necessità di rendicontare al dicembre 2015 interventi cofinanziati con mutui BEI; dell’aver dovuto pagare interventi di edilizia scolastica rilevanti ai fini del conseguimento del saldo finanziario. 

“Egualmente – rimarca il sindaco - viste le sofferenze che patiscono gli organici di tutti i Comuni, nonché l’esigenza di rinnovare il personale comunale e di dare risposte ai tanti vincitori di concorso ed idonei, sono necessarie le modifiche richieste in materia di personale: il blocco del turn over (oggi è possibile assumere solo il 25% delle quiescenze) sta portando alla paralisi dei servizi”. 
 

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