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Di Stefano teme per il futuro di Ecolan: "Gli affidamenti in house erano illegittimi, chi ne risponde?"

Il parlamentare ha incontrato la stampa a Lanciano per fare il punto sull'azienda di raccolta rifiuti dopo la modifica dello statuto

L'onorevole Fabrizio Di Stefano avanza dubbi sul futuro di Ecolan. Lo ha fatto questa mattina (lunedì 3 aprile) in una conferenza stampa a Lanciano. “Ecolan - dice - comunica che con l’assemblea ha modificato lo statuto, introducendo il cosiddetto 'controllo analogo' per adeguare la società allo stato di in house e quindi sanare le osservazioni che in più occasioni il Tar ha mosso, circa gli affidamenti in house di vari comuni a cominciare da Lanciano e Ortona. A questo punto il primo dubbio che sorge è: se anche Ecolan ammette così che evidentemente, prima, gli affidamenti non erano in house, le situazioni illegittime pregresse come si sanano? E la Corte dei conti prenderà atto di questo, chiedendone riscontro agli amministratori che hanno fatto questi affidamenti?”. 

“Mi domando ancora - prosegue - visto che ora è chiaro che avevo ragione circa l’illegittimità degli affidamenti in house, chi consiglia e chi guida queste scelte della Ecolan? Il direttore Gabriele Di Pietro? Lo stesso direttore di Pietro che, apprendo dalla stampa, è indagato per bancarotta preferenziale sulla vicenda della Sogesa nel teramano? Leggo sempre dalla stampa che Sogesa era l’analoga di Ecolan per quei territori e allora, al di là della vicenda giudiziaria, che auguro a Gabriele Di Pietro di risolvere nel migliore dei modi, il dato certo è che la Sogesa con Gabriele Di Pietro Direttore è fallita con un crack di 5 milioni di euro. Dobbiamo attendere un’analoga situazione anche per Ecolan?”. 

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