Venerdì, 14 Maggio 2021
Politica

Le aree di sgambamento per i cani fanno scoppiare la polemica nella doppia seduta di un consiglio comunale fiume

La maggioranza ha bocciato l'ordine del giorno presentato da Riccardo (Chieti Viva), dopo averlo invitato a ritirarlo

È ormai sera quando, in una seduta fiume del consiglio comunale, scoppia la polemica nientemeno che sulle aree di sgambamento per i cani. 

L'occasione è la discussione dell'ordine del giorno presentato dal consigliere di Chieti Viva Giampiero Riccardo, che viene contestato dalla maggioranza, nonostante le parole di stima. "Riccardo - è l'opinione comune - non ha votato le linee guida dell'amministrazione, che prevedono anche la realizzazione di aree per gli animali". 

Così, a Riccardo viene chiesto di ritirare la proposta, per ripresentarla dopo una discussione più completa, anche alla luce della situazione disastrosa delle casse comunali, che non è detto permettano di realizzare le aree di sgambamento. Ma il consigliere di Chieti Viva rifiuta e, alla fine, la maggioranza esprime un no compatto. 

Poi, in una nota stampa, la precisazione di quanto accaduto in consiglio: "Non bocciamo l'idea - puntualizza la maggioranza - che condividiamo, considerato anche che l'amministrazione ha già posto le basi per la redazione di un regolamento di gestione delle aree verdi che preveda non solo le adozioni di aiuole e piccoli appezzamenti di terreno pubblico e la spicciola manutenzione, ma anche la possibilità di inserire aree gestite, dedicate allo sgambamento degli animali in diverse zone della città".

"Resta il fatto - precisano i consiglieri - che questa proposta è intempestiva, perché arriva in un momento in cui è necessario capire cosa e come inserirla nella programmazione, anche alla luce dell'avvio del percorso di riequilibrio, di cui entro aprile sapremo tempi e modalità. Abbiamo chiesto al consigliere Riccardo di ritirare la proposta, per ripresentarla insieme quando tutto sarebbe stato più chiaro, dopo un passaggio in commissione utile anche ad arricchire la proposta con l'attività già in corso d'opera, ma la richiesta non ha portato frutto e ci siamo visti costretti ad agire di conseguenza. Possiamo lavorare uniti a vantaggio della città, questa era una buona occasione, anche per dare un segnale di condivisione alla città, evidentemente la minoranza non è ancora pronta a questa possibilità". 

E, a quel punto, esplode la polemica ben oltre l'aula virtuale del consiglio comunale. 

"Prima - lamenta Riccardo - mi hanno detto che avrebbero votato contro per ripicca, perché un mese fa mi sono astenuto sulle loro linee programmatiche. Poi che il predissesto non consente di finanziare l'opera. A quel punto ho spiegato di aver già trovato sponsor, dei privati disponibili a finanziare le aree di sgambamento. Il Comune dovrebbe mettere solo i terreni. Dopodiché sono stato accusato di non aver condiviso la mia mozione con la maggioranza. Evidentemente deve essergli sfuggito che politicamente non sono un consigliere di maggioranza. Non partecipo alle loro riunioni. Inoltre, è il consiglio comunale la sede istituzionale preposta per discutere e se si vuole condividere con il proponente".

"Sono stato addirittura tacciato - aggiunge - di voler strumentalizzare gli animali e voler alimentare il problema. Io che pur dai banchi dell'opposizione non mi sono limitato a 'criticare' ma ho proposto e trovato la soluzione. A costo zero per il Comune".

Nel corso della doppia seduta, il consiglio comunale ha anche approvato, con 21 voti favorevoli e 3 astenuti, il bilancio consolidato per l’esercizio 2019, ossia il documento sulla situazione patrimoniale delle imprese del Comune: la deputazione teatrale, Teateservizi, Chieti Solidale e l’Ops. Un documento, con una perdita di 13 milioni 666 mila euro, illustrato dall’assessora al Bilancio, Tiziana Della Penna, che ha evidenziato ancora una volta le criticità di Teateservizi.

La partecipata, infatti, non ha approvato il bilancio entro il 31 dicembre, nonostante le sollecitazioni dell’ente, che dunque ha redatto un consolidato passibile di variazioni. Una criticità nuovamente sollevata anche dal collegio dei revisori dei conti.

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