Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Carbone (Fli): la neve non sia una tassa per i cittadini

"La richiesta dello stato di emergenza comporterebbe l’applicazione della 'tassa sulle disgrazie' - spiega Carbone - ma i costi della neve non devono essere scaricati sui cittadini"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

I costi della neve non devono cadere sui cittadini, la richiesta dello stato di emergenza comporterebbe  l’applicazione della così detta “tassa sulle disgrazie”, ossia l’elevazione al massimo di tutte le addizionali fiscali sul territorio regionale. Con la richiesta, infatti, si dovrebbe procedere ad aumentare le accise sui carburanti di 5 centesimi di euro al litro, l’addizionale Irap dal 4,75% al 5,75% (+1%) l’addizionale Irpef dallo 0,90% all’1,40% (+50%) la tassa automobilistica del 10%.

La legge 10/2011 (che ha convertito il decreto mille proroghe del 2010) ha infatti modificato il meccanismo della richiesta dello stato di emergenza, eliminando l’intervento finanziario dello Stato nella gestione delle operazioni e ponendo il carico sulle risorse regionali o sulla leva finanziaria a carico di cittadini e imprese del territorio in cui l’evento si verifica. Solo qualora questi mezzi non dovessero bastare la Regione potrebbe avanzare richiesta di un contributo allo Stato che, tuttavia, non sarebbe né obbligatorio né certo, in virtù dell’assenza di fondi sul relativo capitolo di bilancio. I costi vengono scaricati sui cittadini e imprese già affossati dalla neve. Solo una volta attivate queste misure le Regioni possono bussare alla porta del governo e chiedere di accedere al fondo nazionale di protezione civile.
Lo Stato si mette in fondo alla lista e dà una mano solo quando i cittadini di una regione in difficoltà hanno pagato di tasca loro gran parte dei disastri.

Non vogliamo assolutamente che i costi delle nevicate dei giorni scorsi ricadano sui cittadini che hanno pagato già troppo per i disagi che hanno dovuto sopportare.

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