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A Torrevecchia il Premio don Giuseppe

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Torrevecchia Teatina, 24 novembre 2014 - Edizione 2014 del Premio Don Giuseppe Di Martino. La nona edizione del Premio si è svolta presso la Chiesa della Madonna della Libera, di Torrevecchia Teatina appunto, lo scorso venerdì 21 novembre. L'organizzazione parrocchiale ha voluto celebrare tale evento in concomitanza della riapertura della chiesetta dedicata alla Madonna, unico luogo di devozione del territorio; proprio quella chiesetta tanto cara al compianto prelato, guida spirituale della comunità per oltre 40 anni e scomparso qualche anno fa. Lavori di recupero e manutenzione ultimati da poco e curati proprio dai familiari di Don Giuseppe. Il premio, come da copione, non prevede alcun protocollo se non quello legato all'emozione che speciali cittadini riescono a regalare alla propria cittadina durante l'anno. Dunque niente votazioni, niente classifiche, niente valutazioni o giurie di sorta per un premio che vuole semplicemente segnalare e commemorare le più grandi emozioni vissute nel corso dell'anno e renderle visibili e condivisibili per un gratificazione comune. Il 2014 non è stato molto prolifico rispetto ad annate come quella passata, dove sono state rilevate ben otto grandi emozioni. Quest'anno dunque le grandi emozioni sono quelle regalate dalla Casa Famiglia Maria di Veronica Decembrotto, con opere di solidarietà che sono andate all'onore della cronoca; quella regalata da Luigi Petrongolo primo classificato con la sua performance nel disegno CAD in un concorso nazionale di disegno ed iscritto nell'elenco nell'Albo dei meriti Ministeriali; quella regalata dal Comitato Civico Torrevecchia Terra e Natura, presieduta da Stefania Tacconnelli, novità assoluta, per la piccola comunità teatina, quella della della costituzione di un comitato civico a difesa del territorio contro le derive impiantistiche dei rifiuti. In definitiva un anno bello, per non usare eufemismi di sorta, per una comunità che si accinge a chiudere l'anno in grazia; quella di chi ha saputo guadagnare sul campo meriti con lavoro, sacrificio e soprattutto impegno civico e solidale.

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