Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

ll Comune di Chieti rispetta il Patto di Stabilità

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, a seguito del conseguimento, da parte del Comune di Chieti, del rispetto del Patto di Stabilità, ha dichiarato quanto segue.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Nel ringraziare l’Assessore alle Finanze, Roberto Melideo, gli Uffici ed il Presidente della Iª Commissione, Mario De Lio, nonché i componenti la stessa i quali hanno lavorato perché si giungesse a questo importante traguardo, non posso non stigmatizzare la grave situazione in cui versano i Comuni, costretti ancora una volta a subire il ricatto delle sanzioni applicate per lo sforamento del Patto di Stabilità interno, ingiusta norma europea aggravata da infelici scelte del Governo nazionale.

A causa di tale, cervellotica norma, 14 miliardi di Euro che si trovano nelle casse dei Comuni italiani sono bloccati impedendo, così, investimenti per i territori e che queste somme alimentino virtuosamente il circuito delle imprese.

Auspico, al pari di tutti i miei colleghi insieme ai quali ho protestato a Roma contro il Patto di Stabilità, che il nuovo Governo riveda le norme interne e rinegozi da subito con Bruxelles quelle generali.»

«L’opera di risanamento dei conti comunali avviata dall’Amministrazione del Sindaco Di Primioha dichiarato l’Assessore Melideo - inizia faticosamente a dare buoni risultati: il Comune di Chieti ha rispettato il Patto di Stabilità, come dimostra la sottoscrizione del collegio dei Revisori dei Conti, ed è questa una notizia estremamente positiva per i nostri concittadini.

Il Patto di Stabilità è l’accordo che lo Stato ha assunto con gli atri Paesi europei in sede comunitaria, in base al quale anche i Comuni devono contribuire alla riduzione del debito pubblico nazionale osservando, di anno in anno, regole che nell’ultimo biennio sono diventate sempre più restrittive e austere.

Regole che mettono in difficoltà gli stessi Comuni nella realizzazione della programmata attività in favore della cittadinanza.

Il Patto di Stabilità impone, in sostanza, un limite tassativo nei pagamenti e diventa difficilissimo da rispettare- a meno di non sospendere completamente l’attività comunale – soprattutto se abbinato al taglio drastico delle entrate, registrato in modo vertiginoso dal 2010. Maggiori entrate, infatti, controbilancerebbero maggiori uscite.

Se il Comune di Chieti non fosse riuscito a rispettare il Patto di Stabilità, saremmo incorsi in un’ulteriore riduzione dei trasferimenti ordinari derivanti dal Ministero dell’Economia, ovvero quelle somme che lo Stato versa annualmente al Comune, con una conseguente, forte riduzione delle spese correnti e dei servizi.

Come dimostrano i fatti, siamo riusciti a rispettare il Patto di Stabilità senza ridurre i servizi e mantenendo una tassazione locale il più bassa possibile (lo testimoniano le molte agevolazioni previste per l’IMU, la riduzione della TARSU e le molteplici possibilità di rateizzazione dei pagamenti dovuti al Comune).

Missione compiuta, dunque, anche se l’attenzione resta alta in quanto enorme è il contenzioso ereditato ed ingenti le risorse che occorrerebbero per fronteggiarlo.

E’ indubbio, tuttavia, che sia necessaria una revisione dei meccanismi che regolano il Patto di Stabilità in quanto tale norma europea costituisce un problema per le nostre imprese non consentendo, di fatto, agli Enti locali di pagare lavori già realizzati, di gestire gli interventi già portati a compimento e di permettere un riallineamento con i tempi relativi alle scadenze.

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