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Chiude la Honeywell di Atessa: oggi l'assemblea dei 420 lavoratori

L'azienda ha comunicato al Ministero e alle parti sociali l'intenzione di chiudere a breve il sito di Atessa

Rabbia e indignazione ad Atessa: la proprietà della Honeywell ha confermato l'intenzione di chiudere a breve lo stabilimento con 420 lavoratori. La notizia è stata ufficializzata dopo l'incontro tra i vertici della multinazionale e il ministro Calenda.

I lavoratori, in sciopero da settembre, hanno indetto un'assemblea oggi (mercoledì 15 novembre) alle 18 nella sala polifunzionale di Atessa.

Melilla: "Scelta inaccettabile"

"La comunicazione odierna della Honeywell al Ministero e alle parti sociali, di chiudere a breve il sito industriale di Atessa, lasciando solo un piccolo segmento lavorativo, è inaccettabile - commenta il deputato MDP Gianni Melilla - 420 lavoratori  vedono svanire il loro lavoro e la serenità delle loro famiglie.
Una intera area dell’Abruzzo, la val di Sangro, subirà i contraccolpi generali di questa caduta di reddito e consumi. L’economia abruzzese subisce un colpo duro. Ma quello che mi preme evidenziare è adesso il dramma umano che vivono gli operai di questa fabbrica già duramente provati da 2 mesi ininterrotti di sciopero.

I sindacati, la Regione Abruzzo e il Governo Italiano devono a questo punto concordare una strategia per contrastare questa scelta di delocalizzazione della Honeywell che negli anni passati ha avuto dallo Stato italiano tanti incentivi e aiuti.Non si può non restare indignati da questa testimonianza di egoismo e ingratitudine imprenditoriale". Melilla fa sapere che oggi tornerà a parlare della vertenza Honeywell alla Camera dei Deputati.

Di Giuseppantonio: "Non lasciare i lavoraroi soli"

“La chiusura dell’ Honeywell è una notizia di una gravità assoluta. È una giornata triste per l’Abruzzo intero. Il mio primo pensiero va ai lavoratori e alle loro famiglie. Lavoratori che, negli anni, hanno fatto grande questa azienda e che ora si sono visti chiudere la porta in faccia. Questo è inaccettabile - commenta il segretario regionale dell'Udc e sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio - Non possiamo non reagire e per questo chiederò l'intervento dei nostri rappresentanti alla Camera e in Senato. Alla Regione, rivolgo l'appello perché ci si attivi immediatamente per non lasciare da soli i 420 dipendenti. L'Udc è pronta a fare la sua parte".

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