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Carichieti: "problemi di governance, il patrimonio è solido"

L'ultimo istituto di credito autonomo abruzzese è stato commissariato dalla Banca d'Italia che contesta le irregolarità amministrative. Confartigianato rassicura i correntisti: il commissariamento di Carichieti è diverso da quello di Caripe e Tercas

Le perdite patrimoniali della Carichieti non sarebbero gravi quanto le irregolarità amministrative che hanno portato, venerdì, il Ministero dell'Economia a disporre il commissariamento su indicazione di Bankitalia e ad affifdare la gestione straordinaria a Riccardo Sora, ex commissario di Tercas e Caripe.

LE CONTESTAZIONI DI BANKITALIA- Secondo la Banca d'Italia, il consiglio del l'ultimo istituto di credito autonomo d'Abruzzo sarebbe stato influenzato potentemente da un dipendente. Il nome è quello di Domenico di Fabrizio,consigliere comunale teatino (ebbe la maggior parte delle preferenze nel 2010), autista dell'ex direttore generale Di Tizio e di quello attuale Roberto Sbrolli. Tra le contestazioni contenute nel verbale del governatore di Bankitalia Visco, oltre alla mancata azione di responsabilità verso l'ex dg Di Tizio, figura proprio la riassunzione di Di Fabrizio, nel 2010: quel dipendente capace di esercitare "un'influenza diretta sul Cda". Il resto è una storia di fidi facili, un sindacato autonomo, Falcri, capace di rappresentare il 90% dei dipendenti della Carichieti e guidato dal figlio di Di Fabrizio. E ancora:una singolare gestione del personale e giostra di presidenze sia in Fondazione che all'istituto in via Colonnetta.

LA BANCA E' SOLIDA - Ma per il commissario straordinario Sora, che ora vigilerà con i tre docenti universitari Paolo Benazzo, Maria Teresa Bianchi e Marco D'Alberti, "il patrimonio della Carichieti è solido".

A frenare le preoccupazioni di correntisti e imprenditoria è anche Confartigianato che sottolinea la differenza tra il commissariamento di Carichieti e quello decretato per altri istituti di credito come Caripe e Tercas. "I problemi contestati sono legati alla governance della Banca -sottoliena Daniele Giangiulli, direttore generale di Confartigianato Imprese Chieti e Confartigianato Imprese Abruzzo- e non alla solidità della banca stessa. Non a caso Carichieti ha accantonato per la svalutazione dei crediti 70 milioni di euro, una somma maggiore rispetto ai 60 milioni consigliati da Bankitalia. In tal senso vanno rassicurati i correntisti e i tanti imprenditori che per una vita si sono affidati alla storica Cassa di Risparmio. Basta ai facili allarmismi".

L'augurio è che "la Carichieti continui ad essere, così come lo è stato in questi anni di profonda crisi, di grande supporto ai tanti imprenditori che grazie alla forza di una banca locale sono riusciti ad ottenere credito per poter continuare a mandare avanti le proprie attività. Per questo vogliamo che la Banca rimanga con una governance locale”. Giangiulli lancia anche un appello affinchè Carichieti eroghi ancora fondi tramite i Consorzi Fidi.

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