Economia

Autostrade: imprese e parlamentari abruzzesi uniti contro il caro-pedaggi

Le richieste delle associazioni di trasporto: stop aumenti, più sicurezza, cambio delle regole nei periodi invernali

Associazioni autotrasporto e parlamentari si sono incontrati questa mattina per discutere degli aumenti autostradali sulla A24 ed A25, in concessione a Strada dei Parchi S.p.a.

Dal 1° gennaio 2018 infatti, il prezzo dei pedaggi per percorrere le autostrade abruzzesi ha subito un incremento percentuale del 12,89%, riprendendo una tendenza che negli ultimi 8 anni ha visto un aumento complessivo del 57,9%, nonostante crisi economica e deflazione.

L’attuale situazione delle infrastrutture che collegano Abruzzo e Lazio rende impossibile ai mezzi pesanti percorrere strade alternative come la S.S. 80 del Gran Sasso d'Italia e la S.S. 5 Tiburtina poiché, hanno sottolineato questa mattina, il transito dei mezzi peggiorerebbe la sicurezza stradale e andrebbe ad aumentare notevolmente la quantità di emissioni inquinanti.

Al confronto promosso nella sede regionale della Cna tra le sei principali sigle del settore (Assotir, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Sna Confartigianato) hanno partecipato tre esponenti del Pd (Luciano D’Alfonso; Camillo D’Alessandro; Stefania Pezzopane), altrettanti del Movimento 5 Stelle (Gianluca Vacca; Carmela Grippa; Andrea Colletti) oltre al forzista Nazario Pagano, intervenuto all’incontro anche nelle vesti di coordinatore regionale degli Azzurri. Presenti, ancora, il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro e l’assessore al Bilancio del Comune di Avezzano Felicia Mazzocchi. Per le associazioni promotrici c’erano Gabriele Sillari della Confartigianato; Claudio Donati e Roberto Di Berardino di Assotir; Mauro Concezzi, segretario nazionale della Cna-Fita; Graziano Di Costanzo, direttore regionale della Cna, che ha sottolineato  da parte sua “il senso di responsabilità del mondo dell’autotrasporto, che ha rinunciato anche a manifestazioni eclatanti di protesta”.  

L’obiettivo è fare fronte comune tra imprese dell’autotrasporto e parlamentari per contenere il caro-pedaggi praticato sulle autostrade abruzzesi, che rischia di scattare puntuale anche per i prossimi undici anni, ovvero fino alla scadenza del contratto che regola i rapporti tra lo Stato e la società concessionaria.

 In un documento congiunto imprese e parlamentari chiedono una riduzione selettiva degli aumenti dei pedaggi autostradali; una pianificazione chiara e precisa dei futuri aumenti tariffari dei pedaggi; l’istituzione di aree di sosta attrezzate lungo il tracciato autostradale per permettere agli autisti di mezzi pesanti di rispettare i tempi di guida e di riposo; la modifica delle norme che regolano il transito dei mezzi pesanti in caso di precipitazioni nevose.
 

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