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A24-A25, istanza bipartisan (ma solo dall'aquilano): "Si torni alla gestione pubblica"

Destra e sinistra propongono di riportare sotto il controllo dello stato, in particolare l'Anas, le due arterie perchè le autostrade di montagna hanno costi molto alti che un gestore privato non può sostenere se non con l'aumento delle tariffe. Ma Di Primio tace

"Bisogna riconoscere una straordinarieta' a questa autostrada che e' vitale in un territorio ad alta sismicita' e che ha conosciuto piu' di un terremoto. Un'arteria cosi' strategica, se necessario, puo' anche essere riconsegnata allo Stato: la cosa fondamentale e' che da subito vengano mitigate le condizioni economiche, a oggi troppo elevate, che questi territori non possono piu' sopportare".

Le parole del sindaco di L'Aquila, Pierluigi Biondi (centrodestra), durante la protesta dei primi cittadini d'Abruzzo e Lazio contro il rincaro dei pedaggi di A24 e A25, nel capoluogo abruzzese, mostrano una posizione bipartisan sul fatto che le due arterie tornino pubbliche.

La soluzione era stata infatti proposta nei giorni scorsi dal consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, che ha ribadito la istanza di riportare sotto il controllo dello stato, in particolare l'Anas, le due arterie. Questo perche' le autostrade di montagna hanno costi molto alti che un gestore privato non puo' sostenere se non con l'aumento delle tariffe.

"Sono molto preoccupato dalla mediazione che chiede la concessionaria Strada dei Parchi e per questo ho avuto da subito una posizione netta: l'autostrade A24 e A25 deve tornare nelle mani dello Stato - spiega Pietrucci - Penso che con il protagonismo dei sindaci e la consapevolezza dei cittadini nei prossimi mesi riusciremo ad ottenere cio' che stiamo chiedendo con voce corale".

La concessione di Strada dei Parchi spa scade nel 2030. Durante la protesta e' stata sottolineata l'importanza strategica delle arterie autostradali, anche dal punto di vista dell'emergenza, come dimostrato in occasione dei terremoti de L'Aquila del 2009 e di quelli, del 2016 e 2017, del Centro Italia.

Ma se nell'aquilano sembrano tutti avere le idee chiare, stranamente sul fronte teatino non si è ancora mosso nessuno: oltre alla netta presa di posizione dell'onorevole Di Stefano, infatti, non risultano simili dichiarazioni da parte del sindaco di Chieti Umberto Di Primio.

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