Web sicuro, la campagna per sconfiggere il cyberbullismo parte dai banchi di scuola

Anche a Monteodorisio la campagna "Per un web sicuro", l'iniziativa itinerante che si propone di dotare studenti e genitori delle nozioni e degli strumenti per difendersi dai pericoli della rete: 1 minore su 3 fa nuove conoscenze online e accetta amicizie da estranei

Parte anche in provincia di Chieti la campagna "Per un web sicuro", l'iniziativa itinerante che si propone di dotare studenti e genitori delle nozioni e degli strumenti per difendersi dai pericoli della rete.

Domani, giovedì 21 maggio, l'istituto di Monteodorisio organizzerà con il supporto di un esperto di sicurezza online una tre sessioni di incontri a beneficio delle famiglie: il primo a beneficio della scuola secondaria di Cupello, si terrà presso la sala multimediale comunale (ore 9:00-11:00) che ospiterà, dalle 16:00 alle 18:00, anche l'incontro con i genitori; dalle 11:00 alle 13:00 la campagna farà tappa alla sala museale del comune di Monteodorisio. Il progetto, giunto alla quarta edizione, è promosso da Moige – movimento genitori e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con Trend Micro, Google, Hp, Vodafone e Cisco.

 I DATI Secondo i dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, nel 2014 i reati di cyberbullismo che hanno come vittime i minori sono 345. I più colpiti sono i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni con 238 casi. Gli illeciti più diffusi sono il furto di identità sui Social Network che comprende 1/3 delle vittime totali  (114 casi), seguiti dalla diffamazione online (82) e dalle ingiurie via e-mail (41).

L’indagine “La dieta mediatica dei nostri figli”,condotta dal professor Tonino Cantelmi  dell’Università Lumsa, evidenzia un uso costante, ma non sempre consapevole uso della rete da parte dei minori. Navigano abitualmente 9 ragazzi su 10 e un quinto di loro afferma di restare connesso per più di 3 ore al giorno. Tra coloro che dispongono di un computer a casa il 32% ha una postazione per connettersi dalla propria stanza; un’abitudine maggiormente diffusa tra i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni (39%). 6 intervistati su 10 dichiarano, inoltre, di utilizzare Internet da soli. 1 su 5 incontra questi sconosciuti offline. 4 genitori su 10 non danno limiti all’uso del web e 1 su 4 è all’oscuro delle attività dei figli connessi.

La tutela dei minori online - dichiara Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige - è un atto di responsabilità collettiva che dev’essere condivisa da genitori, istituzioni e operatori. La lotta al cyberbullismo e all’adescamento virtuale non può prescindere dalla sinergia di queste forze e dall’educazione ad un uso consapevole della rete. Abbiamo il dovere come genitori, di stare accanto ai nostri figli nella vita online proprio come facciamo offline”.

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