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Una villa a Porto Cervo comprata con i soldi della Asl: le accuse della procura a un imprenditore

Secondo le indagini, condotte dalla squadra mobile di Chieti, dagli agenti del commissariato di Lanciano e dalla finanza, l'imprenditore avrebbe percepito indebitamente oltre 2 milioni di euro

Spunta anche una villa in Sardegna, ad Arzachena, Porto Cervo, nell'operazione “Dati incrociati”, che ha portato stamani (lunedì 6 marzo) all’arresto di un imprenditore, ai domiciliari per un altro di Vasto e ad altri nove indagati, tra cui il direttore della Asl Pasquale Flacco. La casa sarebbe stata acquistata, secondo l'accusa, con il denaro percepito indebitamente dall'imprenditore dall'azienda sanitaria.

In una nota diffusa dalla procura di Lanciano vengono svelati i dettagli di quanto accertato dalle indagini condotte dagli agenti del commissariato di Lanciano e dalla squadra mobile di Chieti, insieme alla guardia di finanza di Chieti. 

I reati contestati, a vario titolo, sono abuso di ufficio, falso ideologico e riciclaggio, in relazione a una presunta liquidazione illecita effettuata dall’azienda sanitaria Lanciano Vasto Chieti in favore di un'azienda. Secondo l’accusa, la società avrebbe percepito indebitamente 2 milioni 130mila e 490 euro per il servizio di lavanolo, ossia noleggio e lavaggio di biancheria per gli ospedali del circondario. 

Stando a quanto accertato dalle indagini, gli indagati in servizio nella pubblica amministrazione avrebbero favorito la Publiclean, a cui sarebbero state erogate somme non dovute negli anni tra il 2009 e il 2015, grazie a una serie di atti amministrativi. 

Il contratto prevedeva che, a fronte della liquidazione della biancheria piana, ossia quella dei letti degli ospedali, l'impresa si impegnasse a fornire due cambi di divise settimanali gratuite. Tuttavia, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, “mai, negli anni, le divise lavate dalla Publiclean avevano superato il numero di quelle che avrebbero dovuto essere garantite gratuitamente”. Ma l’azienda aveva ugualmente ottenuto le liquidazioni richieste, che oggi vengono contestate agli indagati.

Quelle somme, stando alle indagini, sarebbero state oggetto di presunte illecite movimentazioni, da cui l’accusa per riciclaggio

Le misure di custodia cautelari richiesta dalla pm Rosaria Vecchi sono state accolte dal gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa. 

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