Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Villa Pini: la terza asta va deserta, la Cisl chiede una nuova gara

Mercoledì 27 febbraio il termine ultimo per inviare le offerte, ma all'ufficio romano della curatrice fallimentare Ivone non è arrivata nessuna busta. Il sindacato teme per lavoratori, pazienti e sanità regionale e chiede l'intervento di tutte le parti

Nessuna offerta per l’asta di vendita di Villa Pini. La scadenza per l’invio delle offerta era fissata a ieri (mercoledì 27 febbraio) pomeriggio. Ma non è arrivata nessuna busta, nonostante la base d’asta più bassa rispetto alle volte precedenti: 23 milioni e 550 mila euro, quasi 10 milioni in meno della prima gara.

Si fanno sempre più forti le voci secondo cui Nicola Petruzzi, attuale affittuario della clinica, avrebbe intenzione di tornare ad Abano Terme dopo la scadenza del contratto, fissata al 31 marzo prossimo. Una decisione che cozzerebbe con l’interesse a rilevare Villa Pini manifestato qualche mese fa.

La terza asta deserta aumenta le preoccupazioni dei dipendenti della clinica, che dopo il fallimento del Gruppo Angelini aspettano ancora una parte degli stipendi arretrati. Tanto più che la dismissione di Villa Pini metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro.

Una preoccupazione condivisa dalla Cisl Fp, che si preoccupa di “centinaia di lavoratori medici, operatori, sanitari, tecnici, amministrativi e ausiliari, che potrebbero trovarsi collocati nuovamente in cassa integrazione in deroga”. In più, il sindacato solleva l’attenzione sui pazienti della clinica, chiedendosi cosa succederà ai degenti dopo la scadenza del contratto del Policlinico di Abano Terme. Per questo, chiede di indire una nuova asta, la quarta, che possa suscitare l’interesse di almeno un imprenditore interessato a rilevare la clinica di via dei Frentani.

“La Cisl – scrivono in una nota il segretario regionale, Davide Farina, e quello generale, Vincenzo Traniello – si appella alla curatela fallimentare e alle istituzioni, affinché questa ipotesi nefasta per i pazienti, per i lavoratori, per il sistema sanitario teatino-pescarese e per le comunità dell’hinterland venga scongiurata”.

Per i sindacalisti tutte le parti devono essere coinvolte per trovare una soluzione affinché non si arrivi alla scadenza del 31 marzo “con indeterminatezza e senza aver assunto decisioni  che possano trovare soluzioni in modo da poter indire una nuova asta che consenta l’aggiudicazione della clinica ad un imprenditore, che possa dopo l’acquisto rilanciare la struttura”.

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