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Villa Pini, gli ex lavoratori aspettano i soldi da sei anni

All'assemblea in Provincia la curatrice fallimentare non si presenta. L'avvocato Di Carlo: "30 milioni di euro sono sbloccati dopo la risoluzione del contenzioso"

A distanza di sei anni dal fallimento dell’azienda, gli ex lavoratori di Villa Pini attendono ancora di essere pagati. In circa settanta martedì si sono riuniti in assemblea nella sala giunta della Provincia con l’avvocato Alessio Di Carlo che aveva invitato anche la curatrice fallimentare Giuseppina Ivone, la quale non si è presentata.

Gli ex dipendenti della clinica privata lamentano la mancata predisposizione di un piano parziale di riparto. Piano che sarebbe potuto partire con lo svincolo della somma di 32 milioni di euro, successivo al fallimento di Santa Maria de Criptis. Si sarebbe infatti concluso il contenzioso che li teneva bloccati.

“La richiesta di spostamento dei 32 milioni di euro, attualmente depositati presso la Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, presso altro istituto, non ha avuto alcun seguito – ha spiegato l’avvocato Di Carlo - I lavoratori non hanno avuto risposte, ma i soldi ci sono ed è irragionevole il rigetto della richiesta di nomina di almeno un ex lavoratore all’interno del Comitato dei Creditori, considerato l’elevatissimo numero di dipendenti che caratterizzava Villa Pini”.

Secondo le stime dell’avvocato, l’ammontare dovuto agli ex lavoratori sarebbe di circa 10 milioni di euro, una cifra ampiamente inferiore a quella oggetto del contenzioso con Santa Maria de Criptis. “I soldi - ripetono gli ex dipendenti – ci sono, ma noi aspettiamo e intanto c’è qualcuno che vive con appena 600 euro al mese”.

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